Il Tirreno

Progetto per tre porti in uno alla Chiusa

di Nicola Stefanini
 Progetto per tre porti in uno alla Chiusa

Presentato da coop Pontedoro e Mortelliccio Mare, previsti 800 posti barca fra diporto e pesca e un’area cantieristica

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PIOMBINO. Ha già un nome, che è una dedica: porto Augusto Val di Cornia, in memoria di Augusto Nencioni ex presidente della cooperativa Rivaverde e fondatore della coop Mortelliccio Mare. È così che si presenta il progetto per il polo portuale alla Chiusa promosso dalle coop Circolo nautico Pontedoro e Mortelliccio Mare e realizzato dallo staff dell’architetto Luigi Bertolotto.

Il progetto per il porto Augusto è stato presentato “in opponendo” a quello promosso nei giorni scorsi dalla coop Chiusa Pontedoro. Ambedue i progetti, ed eventuali altri che potranno essere presentati in futuro, fanno riferimento al piano del distretto della nautica e riguardano il polo portuale e della cantieristica previsto dalla pianificazione comunale appunto alla foce della Cornia Vecchia.

Sono l’architetto Bertolotto, con Leonardo Cherchi della coop Pontedoro, Mauro Gori e Sergio Ballati della Mortelliccio Mare, a illustrare a grandi linee il loro progetto che, sostanzialmente, si può riassumere così: tre porti in uno, con aree ben distinte e autonome, ma anche interconnesse e funzionali. Come previsto infatti dai dettami del distretto della nautica, la struttura alla Chiusa dovrà assolvere alle esigenze della nautica da diporto e sociale, ma anche della pesca professionale e della cantieristica. E queste saranno appunto le tre aree sulle quali si sviluppa il progetto del porto Augusto: 25 ettari totali e oltre 800 posti barca per un costo complessivo stimato nell’ordine degli 87 milioni di euro. Un progetto, assicurano i promotori, che ha già incassato la condivisione di aziende della cantieristica e di associazioni dei pescatori.

L’area della nautica da diporto si svilupperà su circa 118mila metri quadrati con complessivi 750 posti barca: 230 circa per la nautica sociale e il resto per barche da 9 a 16 metri. «La pianificazione – spiegano i promotori – consentiva di prevedere barche fino a 20 metri, ma ci siamo voluti fermare a quelle di 16 per non entrare in concorrenza col porto turistico previsto a Poggio Batteria».

A disposizione dei pescherecci ci saranno circa 38mila mq con una cinquantina di posti barca, ma anche magazzini e un’area destinata al mercato ittico.

La cantieristica si svilupperà su circa 93mila mq in buona parte coperti, sia per il rimessaggio delle imbarcazioni che per gli altri servizi.

Tre zone autonome, ognuna con la propria viabilità interna e le proprie aree parcheggio, ma anche contigue e tutte servite da un ampio centro servizi - grossomodo in posizione centrale - con ristorante, bar, sale convegni, negozi. Gli edifici previsti non superano in nessun caso i due piani di altezza. Tutto il porto Augusto sarà pressoché autosufficiente dal punto di vista energetico - assicurano i promotori del progetto - grazie a una estesa copertura degli edifici e dei parcheggi con pannelli fotovoltaici. Come per ogni altro progetto previsto alla Chiusa, il problema - in attesa del prolungamento della statale 398 - resta quello della viabilità.

Sul fronte burocratico, anche questo progetto, come quello della coop Chiusa di Pontedoro, segue l’iter del decreto Burlando. Dopo i tempi di pubblicazione, sarà la conferenza dei servizi a scegliere il progetto ritenuto migliore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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