Il Tirreno

Una sede vescovile in via don Minzoni

di Cecilia Cecchi
Una sede vescovile in via don Minzoni

Con la vendita dell’edificio di via del Prato definito l’acquisto, ancora qualche mese per lo spostamento degli uffici

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PIOMBINO. Il palazzo bianco, restaurato, tra via don Minzoni e via Anita Garibaldi sede della curia a Piombino. È ufficiale e il vescovo conferma ma «non c’è ancora una data precisa perché resta molto da fare prima dello spostamento degli uffici – spiega monsignor Ciattini – Forse si potrà agire all’inizio del prossimo anno».

Qui spazi più adeguati alle necessità del territorio – vasto – della diocesi di Massa Piombino. Un’idea, andando a rileggere un passato pur non lontanissimo, che già aveva il vescovo Vivaldo. Comunque almeno formalmente, non si parla ancora di completo trasloco operativo da Massa Marittima. «Piombino resta concuria», ripete ancora il vescovo.

Un trasferimento da via del Prato che, si ipotizza, verrebbe a costare circa un milione euro. Comunque necessario poiché la costruzione - su due piani che dagli anni Settanta ospita uffici e residenza del vescovo in città – risultava ormai obsoleta sia per la necessità dei molti rifacimenti strutturali che per la totale chiusura all’accessibilità (se non a piedi, trovandosi nel centro storico, nel cuore della blindata Ztl).

Impossibile fare chiarezza sulle cifre. Ciattini parla delle modalità d’azione: «L’operazione si basa sul contributo per nuove sedi di curie fatiscenti – sottolinea – A integrare quanto ci viene dalla vendita di via del Prato penserà Roma. Non mi è possibile quantizzare oggi quali sono i costi generali». Nel frattempo, la sede di via del Prato è stata venduta a un’immobiliare. Sorte equivalente che si pensa subiranno le vicine proprietà di altri enti pubblici.

Ecco che la location all’angolo tra via don Minzoni e via Anita Garibaldi diventa “più comoda”, più centrale e valida rispetto alla geografia della diocesi, con confini frastagliatissimi. Il territorio è in parte integrato nella Provincia di Livorno (nord e isole), parte in quella di Pisa (col Comune di Monteverdi) e parte in quella di Grosseto (Comuni di Massa Marittima e di Follonica). Una superficie complessiva di 1.200 Kmq. dove sono disseminate 53 parrocchie con una popolazione totale che sfiora i 135mila abitanti. Difficile se si vuole stare in contatto con la realtà sociale rimanere “arroccati” nella pur storica sede di Massa Marittima.

Da quando il vescovo si è insediato - marzo 2011 – la sua presenza anche a Piombino è stata costante ed ora pure la scelta di una diversa sede questo appare agli occhi di molti un cambiamento, il primo di molti. Da qui preoccupazioni per le comunità e voci di possibili spostamenti di sacerdoti. «Nessun trasferimento né adesso né il prossimo anno – assicura il vescovo – Quel che si dice? Sono tempi difficili per tutti ed anche dentro la chiesa le persone sono demotivate. Ma vanno rimossi i timori».

Tra le memorie di sottofondo c’è pure chi ricorda come monsignor Bassetti, già a fine anni Novanta, aveva dato vita a “unità pastorali” a San Vincenzo (un solo parroco per tre chiese); cioé più che di spostamenti si tratterebbe di variazioni organizzative legate alle necessità, dalla crisi delle vocazioni a religiosi sempre più anziani. Per altro, già a Piombino, c’è un solo sacerdote per il Gagno e San Bernardino, come un solo parroco per Sant’Antimo, Sacro Cuore e Santa Croce di Populonia (sempre sostenuti da altri sacerdoti in appoggio).

Nel frattempo, a breve, indicato con fiducia dagli altri parroci della città, a don Herman Ndiyunze dovrebbe succedere come vicario foraneo - su nomina del vescovo - don Mario Magni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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