Sicurezza
Per la crisi idrica saranno ridotti anche i “docci”
La crisi idrica colpisce anche i “docci” di Canneto, vanto storico, ambientale e perfino estetico del borgo castello, motivo di vivacissime contese anche in anni recenti
MONTEVERDI. La crisi idrica colpisce anche i “docci” di Canneto, vanto storico, ambientale e perfino estetico del borgo castello, motivo di vivacissime contese anche in anni recenti.
L’acqua dei “docci” in via Roma è acqua di sorgente generosa, scorre in permanenza da due cannelle, irriga giorno e notte gli orti sottostanti, poi si disperde a valle. In tempi di abbondanza tutto questo va bene, ma quando le riserve sono insufficienti e nonostante le piogge e il viavai delle autobotti non si riesce a ripristinare i livelli di sicurezza, allora l’acqua che scorre in continuo appare a molti spreco insopportabile.
Sostenuta da un rapporto niente affatto incoraggiante dell’Asa e dall’ordinanza della Regione che ha chiesto lo stato di calamità per scarsità d’acqua, l’amministrazione ha deciso di intervenire. A Canneto si sono tenute due assemblee per accennare alla necessità di un intervento, la seconda l’altra sera con la partecipazione anche di un dirigente dell’Asa per “stringere” sulla soluzione.
Che è stata accettata non senza vivaci polemiche da una parte dei numerosi presenti, ma alla fine è prevalso il senso civico ed anche l’interesse soggettivo di fronte all’opzione “docci sempre aperti” ma acqua razionata nelle case per diversi giorni, oppure “docci a regime controllato” e disagi ridotti al minimo. «La prossima settimana terremo una riunione definitiva – annuncia il sindaco Carlo Giannoni – e in ogni caso faremo ciò che la popolazione ci chiede».
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