Gioco
Crisi idrica, un incubo per gli alberghi
Imprenditori preoccupati per l’emergenza. Ma Peria tranquillizza: «Niente allarmismi, la situazione può essere gestita»
PORTOFERRAIO. L’estate è iniziata e l’acqua già scarseggia. È stata la stessa Asa a far scattare l’allarme legato all’emergenza idrica, dando il via ai razionamenti notturni, soprattutto a Portoferraio. Così, ancora una volta - in attesa che gli interventi di Asa per sviluppare le risorse idriche dell’isola siano portati a termine, all’Elba si agita lo spauracchio della siccità.
Un fantasma ricorrente che, sebbene non agli stessi livelli di quanto accadeva negli anni ’80 e ’90, quelli per intendersi delle autobotti in piazza per rifornire dei cittadini, alimenta la preoccupazione degli amministratori e di tanti cittadini che, sui blog e sui social network hanno commentato la notizia dei razionamenti non risparmiando le critiche alla società che gestisce le risorse idriche.
Ma, nelle fila dei preoccupati per l’emergenza insolitamente anticipata a giugno, figura soprattutto chi lavora nel turismo. «Non possiamo dire di essere tranquilli per quanto sta accadendo – commenta il presidente degli Albergatori dell’Isola d’Elba, Massimo De Ferrari – già lo scorso anno si sono verificati 2-3 casi di alberghi che, per i problemi dell’acquedotto, sono rimasti alcuni giorni senza acqua. Alcune aziende hanno cercato da sole il rimedio, realizzando pozzi propri e utilizzando cisterne private, ma le strutture, soprattutto quelle nelle zone centrali dei paesi, dipendono totalmente dal sistema idrico pubblico e rischiano grosso. E, con i tempi che corrono, risolvere il problema rifornendosi con le autobotti, a prezzi elevatissimi, non è un lusso che ci possiamo permettere». In attesa degli interventi di Asa per incrementare la produzione di risorse idriche, gli Albergatori propongono di facilitare, anche da parte delle imprese private, la realizzazione di nuovi pozzi. «All’Elba di acqua ce ne sarebbe a volontà – spiega De Ferrari – eppure ogni anno siamo gli unici ad avere questo tipo di problema».
Preoccupazione, dunque, ma non allarmismo. È la linea scelta dal sindaco di Portoferraio Roberto Peria. «Il dato più preoccupante che ci ha fornito Asa è il calo di produzione del 70% delle sorgenti e delle opere di presa superficiali – fa sapere il sindaco – un caldo particolare per essere la fine di giugno ha fatto il resto, ma credo che la situazione possa essere gestita. L’estate è lunga, è vero, ma non è il momento di fare allarmismo». Il sindaco di Portoferraio sottolinea inoltre l’importanza degli interventi pianificati da Asa. «Fino a qualche anno fa ci si limitava a gestire l’emergenza, ora almeno le soluzioni sono state trovate. Occorre solo un po’ di pazienza – spiega – questa dovrebbe essere l’ultima estate di emergenza idrica. Ci stiamo attrezzando con la messa a punto dell’invaso del Condotto che, una volta installato a Portoferraio, garantirà uno stock di risorse idriche da 80mila metri cubi».
Diversa la posizione del sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, che lo scorso anno, proprio per i problemi legati alla siccità, propose una classa action contro Asa.
«Lo scorso anno si sono verificati problemi gravi dal punto di vista gestionale, ad oggi mi pare invece che le difficoltà siano strutturali – spiega – serve l’impegno di tutti per salvaguardare un bene primario come l’acqua ma anche la massima professionalità di Asa nell’evitare errori. Occorre più attenzione ed efficienza, soprattutto per rimediare alle tante perdite del sistema fognario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
