Il dolore
Anelli per rondini alla fine di giugno sopra al Rivellino
PIOMBINO. Una delle più belle e famose novelle di Oscar Wilde racconta l’amicizia tra una rondine e la statua di un principe posta sulla piazza centrale di un’importante città. Il volatile si sposta...
PIOMBINO. Una delle più belle e famose novelle di Oscar Wilde racconta l’amicizia tra una rondine e la statua di un principe posta sulla piazza centrale di un’importante città.
Il volatile si sposta con dimestichezza da una casa all’altra, e anche se il racconto si conclude malissimo è difficile non interpretarlo come la pagina esemplare e un pò simbolica della simbiosi perfetta che da sempre le rondini riescono a stabilire con i centri abitati: magari senza fare beneficenza di preziosi, come accade nella celebre storia, ma risultando ugualmente utili nel contenimento di insetti nocivi (mosche, zanzare, tafani) che altrimenti persisterebbero in pericoloso eccesso. Proprio per sottolineare l’importanza dell’azione che questi uccelli compiono nelle nostre città, il Comune ha accettato la proposta di Wwf e Arcehir di effettuare un monitoraggio della popolazione di rondone e rondone pallido nel centro storico.
Da tempo l’amministrazione porta avanti un programma in favore della biodiversità in ambito urbano, favorendo iniziative volte a diffondere una nuova sensibilità nei confronti di “concittadini” tanto silenziosi quanto indispensabili all’ecosistema.
L’inanellamento dei volatili si svolgerà tra la fine di giugno e la fine di luglio sopra il Rivellino, ad occuparsene saranno ricercatori autorizzati con specifica patente di inanellatore rilasciata da ISPRA di Bologna. Cattura, misurazione e inanellamento delle rondini le fasi operative previste, alle quali potranno assistere, in numero limitato, cittadini che ne abbiano fatto specifica richiesta prenotandosi all’ufficio diritti degli animali. Il calendario delle operazioni sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito dell’amministrazione. «Siamo fermamente convinti - commenta l’assessore all’ambiente Marco Chiarei - che coltivare un rapporto di conoscenza e rispetto di tutta la fauna che vive in città sia non solo un importante passo avanti nella conservazione delle speci, ma soprattutto un atto di ricostruzione culturale volta a migliorare la qualità della vita di tutti noi».
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