Il Tirreno

Primo assaggio d’estate e l’isola è già in crisi idrica

di Luca Centini
Primo assaggio d’estate e l’isola è già in crisi idrica

Caldo torrido, picco di consumi: così Asa ha dato il via ai razionamenti notturni In attesa dei pozzi in fase di costruzione la situazione si fa preoccupante

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PORTOFERRAIO. Che la crisi idrica fosse dietro l’angolo era un fatto appurato. Ma in pochi, all’Elba, si sarebbero aspettati, già il 22 giugno, di trovarsi di fronte a rubinetti dell’acqua a singhiozzo, con la pressione ridotta al lumicino. E invece alla prima vera ondata di caldo e al primo assaggio di stagione turistica, l’Elba è già in grave difficoltà dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico, tanto che Asa, nella notte tra giovedì e venerdì, è intervenuta con una riduzione controllata di pressione sull’acquedotto, in pratica un razionamento notturno. Così parecchi utenti elbani, soprattutto nelle zone centrali di Portoferraio, si sono svegliati la mattina con una sorpresa sgradita. In alcune case la pressione era quasi ridotta allo zero e chi è andato sotto la doccia ha dovuto far fronte ad un’erogazione limitata rispetto al solito. Un segnale non certo positivo, visto che l’estate è appena iniziata e gli elbani hanno davanti a loro altri tre mesi di temperature elevate.

Stato di emergenza. Il periodo tra aprile 2011 e marzo 2012 è, numeri alla mano, il più scarso di piogge degli ultimi anni. Il sistema idrico nell’Autorità di ambito Toscana Costa ha beneficiato di solo 346 millimetri di pioggia, rispetto ai 1190 millimetri dello scorso anno. Anche la siccità record del 2007 (662 millimetri) è stata ampiamente battuta. E se le cose sono andate male in tutta la costa toscana, la situazione è ancora peggiore - fa sapere Asa - in Val di Cornia e all’Elba, dove lo piogge sono state ancora più scarse. Così, al primo assaggio vero di estate la situazione pare già essere precipitata, nonostante le previsioni non certo rosee avessero convinto la Regione a dichiarare lo stato di emergenza, a cui sono seguite le ordinanze da parte dei sindaci che invitavano i cittadini ad evitare in ogni modo possibile lo spreco di risorse idriche. Ad oggi, fa sapere l’Asa, le sorgenti e le opere di presa superficiali dell’Isola d’Elba hanno sofferto un calo di produzione di circa il 70% rispetto a periodi analoghi degli anni precedenti, come conseguenza della riduzione delle piogge. A tale proposito il livello della falda acquifera è sceso sensibilmente. E il caldo torrido di questi giorni, la prima vera ondata di calore dell’estate, ha comportato un’impennata dei consumi, finendo per prosciugare le già esigue scorte di acqua accumulate in questi mesi.

Per questo motivo, in via precauzionale, Asa ha sciolto le riserve optando per una riduzione controllata della pressione nelle ore notturne.

La stretta. I razionamenti notturni, almeno per il momento, riguardano l’Elba e in particolare il territorio di Portoferraio (soprattutto le utenze centrali). La società di gestione del sistema idrico impone la riduzione della pressione dell’acquedotto nella notte tra le 24 e le 6 del mattino, in particolare a Portoferraio dove il nuovo sistema distributivo con i riduttori, realizzato in inverno, garantisce comunque secondo Asa una pressione funzionale e limita i disservizi. Razionamenti a parte Asa chiede a tutti i cittadini la massima collaborazione per «superare - spiegano dalla società – una situazione che potrebbe farsi pesante».

Opere in attesa. L’approvvigionamento idrico - si sa - è un tallone di Achille per l’isola. E per questo la società sta cercando di attuare un ampio programma di sviluppo delle risorse idriche dal costo di 20 milioni. Ad Ortano e a Bagnaia Asa ha realizzato due pozzi, sono in corso opere di manutenzione straordinaria alle sorgenti e alle opere di presa superficiali del monte Capanne.

All’inaugurazione del maxi impianto anti boro e arsenico a Franciana, in Val di Cornia, faranno eco altri due impianti in costruzione entro la fine dell’anno per il trattamento del boro e arsenico. Inoltre Asa ha attivato una collaborazione con il centro di geotecnologie dell’Università di Siena per l’utilizzo di acquiferi autoctoni ancora poco sfruttati che porterà, entro l’anno, all’individuazione di altri 13 siti utili per la costruzione di nuovi pozzi a Mola, Orti e Ortano.

A Mola, inoltre, sono previsti due impianti, uno per il pretrattamento a osmosi inversa per l’eliminazione del ferro e l’abbattimento dei cloruri e un altro, il dissalatore di acqua di mare, che avrà una produzione di 30 litri al secondo e per il quale è in fase d’acquisto l’impianto ed è prevista la progettazione definitiva per la presa e lo scarico a mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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