Proteste
Proteste per la piazza in vendita
Non convince il piano di alienazioni messo a punto dal Comune, liste di opposizione all’attacco
SAN VINCENZO. La decisione recentemente presa dall’amministrazione comunale di vendere cinque importanti pezzi del paese per un ricavo complessivo di 1.152.000 euro sta scatenando le proteste di cittadini e opposizioni. Saranno vendute l’area dei gonfiabili di via della Principessa, la piazza Salvo D’Acquisto, il terreno su cui insiste il centro commerciale Coop e una parte dello stabilimento balneare Mediterraneo. Ma sotto la lente è soprattutto l’alienazione di 250 metri quadrati all’interno di piazza Gramsci da destinare a parcheggi al servizio della struttura alberghiera Mediterraneo, al prezzo di 20mila euro. All’uso pubblico sarebbe lasciata una fascia di 2 metri di larghezza.
«C’è una perizia tecnica degli uffici – dice il sindaco Michele Biagi – che hanno deciso le cifre. Sulla scelta, c’è da dire che il Comune ha delle opportunità, e gli spazi che non hanno interesse pubblico vengono dismessi». La realtà, tuttavia, è che piazza Gramsci è una delle zone storiche del paese, frequentata da decenni da generazioni di sanvincenzini e turisti. Vari cittadini hanno segnalato, più che la vendita in sé, il prezzo considerato irrisorio di 20mila euro. A protestare contro la decisione sono anche Davide Lera di San Vincenzo per Tutti e Nicola Bertini del Forum, le due liste di opposizione in consiglio comunale.
Il primo intende coinvolgere la Corte dei conti. «Molti sono i sanvincenzini scandalizzati dalla questione – dice Lera - Più che una dismissione, sembrerebbe una sorta di favore, visto il prezzo. Non regge il fatto che l’amministrazione abbia bisogno di soldi, perché si parla di 20mila euro. Sulla questione chiederò un parere della Corte dei conti. È stata stracciata una convenzione sul Paradisino dicendo che si tratta di un pezzo di storia di San Vincenzo, mentre dall’altra parte se ne svende un altro, ossia piazza Gramsci. Che considerazioni sono state fatte in questo caso? Perché agevolare così un privato, quando invece vengono strangolate le aziende della zona artigianale per il caso degli espropri? Si tratta – prosegue Lera – di una decisione sbagliata aggravata da un prezzo ridicolo e inspiegabile, presa all’insaputa dei consiglieri, come spesso accade».
Nicola Bertini è altrettanto critico. «San Vincenzo – dice Bertini – perderà altri pezzi della propria storia. L’amministrazione ha deciso come al solito alla zitta, senza confronti né riflessioni politiche. In momenti di difficoltà economica per un ente, vendere il proprio patrimonio è la scelta più semplice e al contempo l’errore più dannoso per la collettività. Nel caso eclatante di piazza Gramsci, se per legge le strutture ricettive debbono avere loro parcheggi, ci chiediamo dove fossero sino ad oggi tali posti macchina. In ogni caso – prosegue Bertini – ottenere 20mila euro vendendo i parcheggi anziché esigere il pagamento della Cosap, con un canone annuale di 6.000 euro, è una scelta economicamente raccapricciante. Il piano di alienazioni dev’essere esaminato dalla commissione urbanistica e gli amministratori devono motivare tali scelte».
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