Sicurezza
Scoliosi: bisturi nei casi più gravi
Non così frequente come all’epoca dei nostri nonni grazie al filtro precoce dell’osservazione pediatrica, ma la scoliosi rimane ancora un problema frequente, con grosse implicazioni sociali e...
Non così frequente come all’epoca dei nostri nonni grazie al filtro precoce dell’osservazione pediatrica, ma la scoliosi rimane ancora un problema frequente, con grosse implicazioni sociali e professionali.
Pur nella distinzione da caso a caso, un’efficace prevenzione nelle situazioni meno gravi si può concretizzare con l’abitudine a camminare ogni giorno per 30-40 minuti, compiere esercizi di allungamento muscolare, non mantenere a lungo una posizione come davanti al computer.
Quando il quadro clinico si manifesta invece di concreto impegno, si è detto al 35º congresso nazionale della Società italiana di chirurgia vertebrale, Gruppo italiano scoliosi, svoltosi a Roma, si deve ricorrere al bisturi, in linea di principio il più tardi possibile e, comunque, dopo l’epoca dello sviluppo fisico.
Molto, rispetto al passato, è cambiato, ha spiegato Giuseppe Costanzo, dell’università romana de “La Sapienza”. Oggi disponiamo infatti della chirurgia mini-invasiva e dell’assistenza da parte del computer, che consente in particolare scelte tecniche maggiormente personalizzate e precise. Solo 4-5 ore di sala operatoria, posizionamento in piedi già dopo uno-due giorni, minor durata della degenza, maggiore rapidità di riabilitazione, minor rischio di insuccesso.
Sempre in tema di colonna vertebrale, si è parlato di osteoporosi e di fratture, con tutto quanto di negativo e pericoloso può emergere per la sicurezza del paziente, davanti ad un cedimento per maggiore fragilità ossea. Utili sono in questo caso le iniezioni di cemento, situazioni molto più frequenti, con i soggetti anziani, in anestesia locale, negli spessori intervertebrali per ovviare alla compressione cronica dei dischi e l’ingrossamento conseguente dell’articolazione.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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