Il Tirreno

Spiagge pronte per i bagnanti ma resta l’incubo erosione

di Francesca Lenzi
Spiagge pronte per i bagnanti ma resta l’incubo erosione

La situazione più preoccupante è a Torre Mozza dove l’arenile è quasi scomparso Stabilimenti tutti aperti, ma pochi turisti in giro. Funzionano i geosacchi a Baratti

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PIOMBINO. Spiagge sostanzialmente pulite, stabilimenti balneari deserti o quasi, e litorale condizionato da erosione e maree. Questo il quadro a grandi linee che emerge da una visita di metà giugno sugli arenili della Costa Est e di Baratti.

Erosione. Appena si mette piede (a sinistra della torre, in direzione Follonica) sulla spiaggia di Torre Mozza, negli anni letteralmente mangiata dall’erosione ne ha ridotto fortemente la profondità lasciandone a tratti solo un lembo stretto, si ha la sensazione che sia avvenuto qualcosa di miracoloso: lungo la costa curvilinea, disegnata a gomiti e insenature, l’estensione dell’arenile raggiunge in alcuni punti anche più di venti metri. Chi conosce Torre Mozza sa bene che la spiaggia è di solito molto inferiore. Ma il prodigio assume immediatamente il volto dell’illusione, quando un’occhiata più attenta osserva la rena bagnata che arriva sino a pochi, talvolta pochissimi, metri dal muro che divide l’area retrodunale. L’inganno viene confermato anche dai bagnanti più fedeli della zona: «È solo la bassa marea – spiega una donna, habitué di Torre Mozza – Tre giorni fa l’acqua arrivava sino in cima alla spiaggia. Laggiù, dove fa quella curva, si doveva passare con i piedi in mare». Fa eco un’altra bagnante: «Prima era bella larga, ma ormai si parla di 40 anni fa. Se c’è maestrale tiene anche bene, ma quando tira il libeccio la spiaggia sparisce».

Al di là dell’erosione, la sabbia è pulita, e il mare trasparente. Un angolo di paradiso, guastato dalle barriere che chiudono la spiaggia dall’area interna. Dall’altezza del vecchio campeggio è infatti tutto un continuo di reti metalliche, anche improvvisate, a impedire l’accesso nella zona. Divieto sottolineato dai cartelli.

A un certo punto il muro si interrompe scoprendo i resti in cemento della parete e degli scalini che evidentemente facevano da ingresso al campeggio. Per terra anche le reti di metallo completamente arrugginite e parti di filo spinato, che potrebbero diventare un serio pericolo per i bagnanti.

Stabilimenti. Dalla parte opposta della torre, in direzione Perelli, la situazione in ambito erosione è come sempre migliore, compresa l’affluenza dei visitatori. Se dall’altro lato per decine di metri la spiaggia appariva vuota, qui sono parecchi gli ombrelloni che svettano. Tanti però sono chiusi. Sono quelli degli stabilimenti, che accolgono pochi turisti. «Siamo attivi da metà marzo – racconta il proprietario del bagno Nino – ma avremo recuperato giusto la benzina per andare avanti e indietro. Si è mai visto uno stabilimento praticamente vuoto a metà giugno? La crisi economia c’è e si vede, ma quest’anno ci s’è messo pure il tempo balordo; per non parlare delle spese che abbiamo noi concessionari. L’unica è arrangiarsi e tornare alla gestione familiare per arginare un po’ le spese».

Quando passa un venditore ambulante (uno dei tanti) salta fuori un altro problema: la presenza dei molti stranieri che cercano di fare affari sulla spiaggia, disturbando spesso i bagnanti che prendono il sole. «Non potrebbero passare tra gli ombrelloni, ma ci provano – spiega il signor Nino – Ho messo anche il cartello, ma fanno finta di niente. E devo pure sperare che la sera quando vado via non mi facciano qualche dispetto, come è già capitato».

Il meteo. Spostandosi a Carlappiano lo scenario resta più o meno lo stesso. La spiaggia è più larga, anche qui pulita, seppur con la presenza a tratti di parecchi sassi sulla battigia. E anche qui la forza del mare ha condizionato la costa regalandole un profilo curvilineo. Molte le persone che hanno scelto la spiaggia libera, mentre gli stabilimenti contano pochi clienti. Vero è che questo è il primo fine settimana dal punto di vista meteorologico decente, come sottolineano al Bagnoskiuma: «Il tempo è il fulcro, anche se indubbiamente con il costo della vita sempre più alto molti preferiscono risparmiare. Al di là di qualche stagionale, lavoriamo soprattutto con i giornalieri».

Baratti. A Baratti lo scenario è lo stesso. I bagnanti, neanche troppi considerando il calendario, optano per il fai da te, lasciando mezzi vuoti i bagni. «Siamo sottotono – sostengono all’unisono negli stabilimenti Alta Marea e Bagno Baratti – Il tempo c’ha messo tanto del suo». Nello splendido golfo tuttavia, tra sdraio deserte e crisi, viene fuori un aspetto positivo: sembra che le mareggiate degli ultimi giorni abbiano riportato un notevole quantità di sabbia sulla spiaggia, in particolare in direzione di San Cerbone.

I sacchi in geotessuto posizionati sotto la chiesetta e lungo un pezzo di costa, pare facciano bene il proprio lavoro, difendendo il litorale dall’erosione. Addirittura qualcuno li sceglie come poltrone sulle quali accomodarsi per godere del sole in tutta tranquillità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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