La manifestazione
«Ora non conviene più affittare»
L’associazione dei piccoli proprietari di immobili contro la nuova imposta
PIOMBINO. L’Asppi, il sindacato dei piccoli e medi proprietari immobiliari, si mobilita contro l’Imu. La scadenza del primo versamento è l’inizio di una battaglia per una petizione rivolta al presidente del consiglio Monti per rivedere questo balzello. «L'Imu va rivista da cima a fondo – dice il presidente Asppi Sirio Grassi (nella foto) – perché oggi è una patrimoniale iniqua che non tiene conto della consistenza dei patrimoni, non risponde al principio di progressività e quindi grava in modo sproporzionato soprattutto sulla piccola proprietà».
Secondo il sindacato «è inconcepibile che a giugno si paghi l'acconto e solo a fine anno si sappia quanto andrà saldato a dicembre, visto che non sono definite in via ultimativa ne' le aliquote dei Comuni, ne' quelle dello Stato».
«L’Imu penalizza fortemente il mercato dell'affitto, riducendo in modo pesantissimo la redditività per i locatori», dice Grassi. Dati alla mano, l’Asppi ha accertato «che l'aggravio delle imposte comporta ormai una redditività reale ridicola e non superiore all'1% nel caso di adesione alla cedolare secca e attorno allo 0,35% in caso di tassazione ordinaria, con Stato ed enti locali che incamerano il 55% del canone lordo ed ancor più grave e' il caso degli affitti a canone concordato che, per l'effetto combinato di Imu e cedolare secca rischiano di scomparire».
Per questo motivo l’associazione rivolge a Stato e Comuni la richiesta di prevedere per i contratti a canone concordato una Imu agevolata al 4 per mille. La seconda richiesta avanzata dall’associazione riguarda «la necessita' di mantenere nella misura attuale, 15 per cento, le detrazioni riconosciute ai locatori per la manutenzione dell'immobile. Il Governo pensa di ridurle al 7% con grave danno per i locatori».
L’Asppi chiede misure immediate, in stretto rapporto con le organizzazioni degli inquilini, anche per far fronte alla morosità presente nel mercato della locazione. In provincia tra ritardati e mancati pagamenti siamo attorno al 37% nel settore abitativo e al 28% negli altri settori.(k.g.)
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