La protesta
«La proprietà sapeva del pericolo ma non ha soldi»
La proprietà del palazzo era cosciente del pericolo? Il dottor Nilo Benedetti, procuratore della Katerim Anstalt, che si aggira tra gli inquilini rimasti senza casa, ammette di aver informato l’ammini...
La proprietà del palazzo era cosciente del pericolo? Il dottor Nilo Benedetti, procuratore della Katerim Anstalt, che si aggira tra gli inquilini rimasti senza casa, ammette di aver informato l’amministratore svizzero Emilio Martinenghi. «Non ci aspettavamo però che potesse accadere una cosa del genere. Proprio ieri c’è stata una riunione del condominio e con l’amministratrice Valentina Viegi. Per demolire quei terrazzi ci hanno chiesto 5mila euro. Ma la società non ha soldi per farlo. Non è una società di capitale, possiede solo questo immobile e un fondo al Cotone. La stessa dottoressa Viegi sì è offerta di anticipare la spesa».
«Detto fuori dai denti, non ci sono i soldi per riparare l’edificio. Il primo piano, che prima era affittato alla Intecs per 1.800 al mese, da cinque anni è vuoto. E sono mancati 108mila euro. E le banche non anticipano soldi». Il nome di chi controlla la società di Vaduz, Benedetti dice di non conoscerlo. Ammette però di aver accettato l’incarico per amicizia, senza prendere un euro, proprio con l’ingegner Gudagnini. Sarà lui che tira le fila della società off shore?
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