Il Tirreno

Baracche a fuoco sulla Principessa

di Francesca Lenzi
 Baracche a fuoco sulla Principessa

L’incendio causato forse da una cicca gettata nella sterpaglia Gravi danni, due cani salvati in extremis dentro a un recinto

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PIOMBINO. Roulotte e baracche distrutte, biciclette e motorini carbonizzati, due bombole del gas con le valvole saltate e altre vuote o comunque messe in sicurezza. Elettrodomestici rovinati e legname accatastato incenerito. Ancora, materiale annerito e il puzzo di fumo e bruciato, lungo il terreno che fatica a spegnersi, con guizzi di fiamme a riaffacciarsi di tanto in tanto nonostante il lavoro dei vigili del fuoco.

Questo lo scenario a poche ore di distanza dall’incendio scoppiato ieri mattina lungo la strada provinciale della Principessa, in località Torre Nuova all’altezza della Casa Rossa. Iniziato intorno alle 9, ci sono volute un paio d’ore per controllarlo e altrettante per spegnerlo. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Piombino, coadiuvati nelle manovre dai volontari della Pubblica assistenza, e dal servizio antincendi boschivi del Comune di Piombino. Presenti anche i carabinieri e i vigili urbani che hanno chiuso il tratto di strada interessato dalle fiamme, su entrambi i lati, sino alle 13,30 quando è stato riaperto il traffico.

Il fuoco ha colpito la fila piùvicina alla strada di una serie di lotti di terreno utilizzati per sistemare baracche, roulotte, orti e altri annessi. Il fuoco ha interessato alberi e sterpaglie su entrambi i lati della via della Principessa. Considerando il materiale andato distrutto la stima dei danni dovrebbe aggirarsi su diverse migliaia di euro.

Difficili da valutare al momento le cause dell’incendio, che si è velocemente propagato per il forte vento e la presenza a terra della lanugine proveniente dai fiori dei pioppi a bordo strada. Proprio quest’ultimo elemento potrebbe aver rappresentato un efficace innesco per le fiamme. «In queste condizioni basta una sigaretta lanciata da un’automobile per dare il via al fuoco – commentano i proprietari dei lotti distrutti – Già 15 anni fa, più o meno, ci fu un incendio simile, e in quel caso tutto partì da un mucchio di fiori di pioppo bruciato a bordo strada».

È unanime tra le persone arrivate davanti ai resti inceneriti delle baracche l’accusa nei confronti della fioritura degli alberi, una distesa bianca e soffice (ora annerita dal fuoco) che potrebbe aver favorito le fiamme. «La pulitura dei fossi però noi la paghiamo – afferma con rabbia la proprietaria di un lotto – E il Comune dovrebbe pulire». In realtà, come spiegano a Palazzo civico, la vie della Principessa è provinciale e la pulitura della strada sembrerebbe spettare a Provincia ed eventualmente all’autorità di competenza dei fossi, comunque esterna al Comune.

Sulle cause dell’incendio non viene comunque esclusa nessuna pista. Al di là dell’innesco naturale dei fiori di pioppo, la causa dell’incendio potrebbe essere sia dolosa che accidentale: dalla sigaretta lanciata da un’auto in corsa ad altri comportamenti intenzionali o meno.

«Di solito nei mesi estivi qui ci dormiamo anche – racconta il proprietario di un terreno colpito dalle fiamme – Stavolta invece eravamo andati via la sera intorno alle 20. Altrimenti mica lo facevo prendere così il fuoco; ho la pompa e l’occorrente per spegnerlo». Lo scheletro di un motorino guarda la sagoma annerita di una lavatrice, mentre l’ossatura in alluminio di una porta sembra una delle poche cose rimaste in piedi in quel caos di fuoco e cenere, che racconta pure una storia a lieto fine: il salvataggio di due cani (una femmina di 14 anni e un segugio di tre) che si trovavano dentro uno dei lotti, e che stavano per essere raggiunti dalle fiamme. Spaventati dal fuoco, i due animali non hanno reso la vita facile ai loro soccorritori, che hanno dovuto sudare non poco per portarli in salvo, impauriti ma finalmente al sicuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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