Il Tirreno

Tassa di soggiorno, associazioni deluse

di Francesca Lenzi
Tassa di soggiorno, associazioni deluse

Confesercenti, Confcommercio e Cna rilanciano le accuse ai Comuni: «Per il bene del settore devono consultarci»

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PIOMBINO. Se tassa di soggiorno deve essere, che almeno sia il risultato unitario di una pianificazione del territorio, oltre a garantire il consolidamento del settore turistico. Questo a grandi linee il pensiero espresso unanimemente dai vertici locali di Confesercenti, Confcommercio e Cna, che invitano le amministrazioni della Val di Cornia alla discussione concreta con le associazioni di categoria sulla tassa entrata in vigore, nella maggior parte dei casi, ai primi di aprile.

«L’imposta si inserisce in un clima di forte preoccupazione rispetto a un settore turistico che sta registrando, vuoi per la crisi, vuoi per il maltempo, dati in calo – spiega Adeanna Grilli, responsabile di zona Confesercenti – Il nostro è un appello ai Comuni della Val di Cornia che sino ad oggi hanno dimostrato incapacità non solo politica, ma anche tecnica, nel saper ascoltare le esigenze delle imprese. Piombino ne è un esempio pratico». A essere chiamata in causa è qui la mancata esenzione dalla tassa per i lavoratori. «Solo successivamente si è arrivati non all’esenzione, ma alla riduzione per i lavoratori dipendenti – continua Grilli – Una soluzione parziale e fatta in ritardo che non considera i lavoratori atipici. Agli amministratori chiediamo la possibilità di discuterne, perché noi conosciamo le esigenze delle imprese».

Le associazioni di categoria cercano risultati utili per arrivare alla prossima stagione con un quadro preciso della situazione e certezze condivise. «Avevamo iniziato a lavorare alla tassa da un tavolo provinciale che sembrava indicare un orientamento uguale per tutti – sostiene Emanuela Minelli, responsabile di zona Cna – In realtà lo sforzo di una programmazione unica non è stato fatto e i Comuni si sono mossi singolarmente con l’unico obiettivo di chiudere i propri bilanci». La conseguenza per le associazioni di categoria è uno scenario confuso che mette in gioco la concorrenza fra le località del territorio, non tenendo conto delle necessità delle imprese e dei turisti, quest’ultimi posti di fronte a cifre differenziate per la tassa di soggiorno. Si va da Campiglia con importo unico di 50 centesimi alla realtà variegata di Piombino (da 50 centesimi a 2,50 euro).

«Vogliamo lavorare per essere pronti alla prossima stagione – dice Fabio Busdraghi, presidente Confcommercio San Vincenzo – Perché quest’anno la gabella in pratica la paghiamo noi operatori». Il riferimento va alla tempistica del turismo con le prenotazioni che partono mesi prima e l’impossibilità degli albergatori nel richiedere al cliente un’imposta entrata in vigore solo a posteriori. «Per questo avevamo chiesto di rimandarla – riprende Busdraghi – Si parla tanto di unire le forze, ma qui c’è solo disgregazione».

Sullo stesso aspetto interviene Antonio Baronti, presidente Confesercenti Val di Cornia: «Manca un’unificazione territoriale. Ora che le Apt non esistono più, non è possibile pensare di lasciare la pianificazione turistica nelle mani dei singoli Comuni che d’altra parte devono superare individualismi e muoversi insieme». Altro punto di preoccupazione è anche la destinazione degli introiti della tassa di soggiorno. «L’obiettivo deve essere rivolto al consolidamento del settore turistico del territorio – afferma Grilli – Noi siamo disponibili a discuterne, non può essere solo il pubblico a decidere». Sinergia è la parola d’ordine delle categorie d’associazione, che avvertono però un clima di esclusione da parte della politica. E citano il convegno sul termalismo del prossimo 21 giugno al parco termale di Venturina, appuntamento al quale non sono state invitate a partecipare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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