Lutto
Oglasa, la nave ammiraglia del nuovo corso Toremar
Dopo i lavori di restauro inaugurato il traghetto della flotta che fa capo a Moby Onorato: «Ora proseguiamo il percorso per migliorare i servizi offerti»
PORTOFERRAIO. È la prima nave simbolo della Toremar targata Onorato. Traghetto simbolo e il vessillo della nave ammiraglia della flotta dopo un intervento di refitting. Dopo 22 anni dal varo un intervento di restauro che ha cambiato volto al traghetto con standard di qualità elevati. Interventi di refitting tecnico e di restyling totale della livrea, che rilflettono tutti i nuovi standard a cui si uniformerà l’intera flotta, come risultato del processo di rilancio e riposizionamento messo in atto dalla compagnia.
Il percorso è iniziato con l’entrata in linea del nuovo aliscafo, della Lora d’Abundo e che proseguirà negli altri vettori. Un vero e proprio battesimo quello al molo Massimo dopo un intervento che ha previsto il ripristino di tutto l’acciaio della nave attraverso sabbiatura, la manutenzione ai motori principali e ausiliari e alle pinne stabilizzatrici e organi di governo, l’installazione di automatismi di controllo aggiornati sui motori principali e sui generatori. Inoltre, è stata anche operata una totale ristrutturazione degli interni, incluso l’ampliamento dell’area dedicata ai servizi igienici e l’ingrandimento delle rampe extra – deck del garage principale. A completamento del lavoro strutturale sono stati riorganizzati e potenziati tutti i servizi di bordo che, a partire da quelli di ristorazione con prodotti rappresentativi e tipici della regione, riflettono la profonda identità toscana di Toremar.
«La nuova Oglasa è la prima nave simbolo del nuovo corso di Toremar – ha affermato il presidente Stelio Montomoli – quello a cui tutta la Compagnia ha lavorato dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Moby, perfezionata ad inizio anno, e che ha aperto davanti a noi nuove e importanti prospettive». Un taglio del nastro simbolico e saloni della nave pieni come nelle grandi occasioni. Sindaci, (Peria, Barbetti, Segnini), rappresentanti delle associazioni di categoria, il Cda di Toremar, rappresentanti dell’Arma. E poi la famiglia Onorato: Vincenzo e i suoi due figli: Alessandro e Achille, il capo di armamento della Moby, Giuseppe Savarese. Ha detto Vincenzo Onorato. «Il nostro percorso di riposizionamento e rilancio dei servizi e del’immagine è passato anche dal coinvolgimento dei giovani studenti degli Istituti artistici toscani nell’iniziativa. Abbiamo avuto il piacere di ospitare la vincitrice Martina Bettoni, ideatrice del nuovo simbolo in cui la nostra flotta si riconoscerà, nato dall’unione tra la conchiglia del Nautilus e il Giglio. Ora siamo impegnati in un percorso di innalzamento e mantenimento degli standard qualitativi del servizio».(b.p.)
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