Il Tirreno

Tour delle provette anche in area vasta

Tour delle provette anche in area vasta

Ferrucci (Fials) rilancia l’allarme per le attività di laboratorio e accusa l’Asl di prendere decisioni senza sentire i sindacati

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PIOMBINO. Il cosiddetto “tour delle provette” non è destinato a diminuire, anzi è un concetto alla base della riorganizzazione del sistema sanitario locale sull’area vasta. Lo sostiene Massimo Ferrucci segretario provinciale del sindacato autonomio Fials ricordando come questa organizzazione sindacale si sia sempre battuta contro questo tipo di gestione delle attività dei laboratori Asl, mentre - come sostiene Ferrucci - i sindacati confederali «nel luglio 2010 hanno sottoscritto con la Asl 6 un accordo per potenziare, sviluppare e concentrare i servizi in area vasta, cioè nella Azienda universitaria pisana».

«In sostanza – dice Ferrucci – c’è chi ha condiviso e sottoscritto precise scelte e coloro che si sono opposti, cioè Fials, anche attraverso una costante denuncia delle situazioni presenti con specifici rilievi e proposte in ordine alle notorie disfunzioni registratesi. Il Fials ritiene inaccettabile che la Direzione della Asl 6 abbia assunto decisioni unilaterali sulla materia evitando il confronto con i soggetti sindacali; le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti ma è anche pur vero che oltre le lamentazioni di facciata a causa dei coinvolgimenti a vario titolo non abbiamo assistito a nessuna battaglia delle organizzazioni sindacali confederali».

Il confronto, secondo Ferrucci, adesso si sposta nella prospettiva dell’area vasta; «e allora ci domandiamo – dice l’esponente del Fials – che senso abbiano avuto, quando il Fials protestava per la ridimensionamento del laboratorio di Villamarina, le promesse del sindaco di Piombino di potenziamento del laboratorio per servire non solo il sud della provincia? In area vasta sono previste la concentrazione nella Azienda universitaria pisana, nell’ambito della costituzione del dipartimento di diagnostica di laboratorio, della microbiologia, la previsione di un unico centro trasfusionale, di unica anatomia patologica, della creazione di due poli diagnostici: nord (con Asl 1-2-12) e sud ( con Asl 5- 6- e Aoup) da collocare presso la Azienda universitaria pisana in cui espletare anche esami».

«Come si vede – sostiene ancora Ferrucci – la direzione di marcia è consequenziale alle decisioni delle delibere regionali indicate e sempre nel “Programma di area vasta” in discussione il prossimo 19 è prospettata anche la mobilità degli operatori verso la Azienda ospedaliera pisana».

Ecco quindi il giudizio negativo del Fials al modello delineato per i laboratori; un modello «incapace di produrre prestazioni di qualità – dice Ferrucci – e non suscettibile di realizzare sostanziali risparmi gestionali».

« È importante osservare come la Asl 6 – dice il sindacalista – si presenti nel confronto in area vasta senza alcuna specifica credenziale o attività da valorizzare o nuove da istituire.La previsione di diminuire dal 2012 al 2015 di 4 milioni di euro la spesa del personale rappresenta di fatto un taglio ulteriore alle attività. Diviene indispensabile un confronto con la Conferenza dei sindaci perché si arrivi ad una posizione unica sul Piano di area vasta rispettosa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori».

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