Il Tirreno

Quando la fabbrica si salva trasformandosi in museo

di Francesca Lenzi
Quando la fabbrica si salva trasformandosi in museo

La storia di una città tedesca della Ruhr passata dalla siderurgia al turismo Il sindaco Anselmi: « Stiamo lavorando perché il futuro dell’industria continui»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. C’è una fabbrica nella regione tedesca della Ruhr che è diventata un museo, e una città, Hattingen (57 mila abitanti), capace di riconvertire la propria economia puntando sul turismo.

Uno dei momenti più interessanti del festival “Quanto Basta” è stato l’incontro con il direttore del Museo Henrichshütte, Robert Laube che, accompagnato dallo storico Olaf Schmidt-Rutsch (direzione scientifica), ha raccontato l’esperienza in terra germanica. Fondata nel 1854, l’acciaierie fa lavorare nella sua miglior fase produttiva 10mila persone.

Nel 1987 gli operai sono 5.400, con la crisi che ne riduce il numero in meno di nove anni sino a 889. Quasi 4mila posti lavoro in meno e uno stabilimento che chiude definitivamente nel 2004. Un centro urbano quello di Hattingen che rischia il collasso, ma che riesce sorprendentemente a risollevarsi, con il recupero del 2% dell’area trasformata in museo.

«Potrebbe essere la soluzione anche per Piombino – afferma Laube – Non ho la verità in tasca per voi, ma questa è la nostra esperienza. Il sole, le spiagge non sono caratterizzanti, sono in tutta l’Italia; ma la fabbrica lo è». Hattingen è passata dal 15,7% di disoccupazione nel 1987 all’8.8% di venti anni dopo.

Nella vecchia acciaierie sono nate circa 90 aziende, e poi c’è il museo, un’opportunità fondamentale nel “risorgimento” sociale della città. Un luogo che accoglie migliaia di turisti, per un’offerta molteplice fatta di concerti, eventi per bambini, visite guidate, organizzazione matrimoni, iniziative sportive e altro ancora. «Nella riconversione hanno avuto un ruolo importantissimo i vecchi operai della fabbrica – spiega Laube – Visitando Piombino sono rimasto impressionato da quanto visto e credo possa essere una strada percorribile anche qui».

Una realtà quella nella Ruhr tedesca che fa pensare, richiamando il dibattito mai come oggi così acceso sulla riconversione urbana. «Il punto è come dal dramma sociale è stata gestita la transizione e la questione delle bonifiche – commenta il sindaco piombinese Anselmi – Tanto di cappello ad Hattingen, non dimenticando l’intervento dello Stato come finanziatore. Il 2% che hanno recuperato si avvicina al nostro progetto di Città Futura con il museo del ferro. L’eventuale dismissione della fabbrica non può essere una scelta politica; anche ad Hattingen è stata la capacità di reazione a una situazione drammatica sopraggiunta. Noi stiamo lavorando perché il futuro dell’industria continui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web