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Giovane picchia l’arbitro che lo aveva espulso

Giovane picchia l’arbitro che lo aveva espulso

L’aggressione al direttore di gara è avvenuta cinque giorni dopo la partita Il calciatore è già stato squalificato per 5 anni, presentata una querela

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PIOMBINO. A volte lo sport tradisce il proprio significato, e diventa falsa imitazione di se stesso. A volte lo sport allontana i propri valori in cambio di comportamenti che hanno davvero poco a che vedere con la sana competizione. A volte in un campo da calcio succede di non rispettare le regole e a farne le spese è la persona che quelle regole ha l’obbligo di farle funzionare. È accaduto di nuovo: un arbitro è stato picchiato.

È successo a Piombino, qualche giorno fa, nel campo “Aldo Bacci” del Poggetto-Cotone. Durante una delle semifinali del primo torneo di calcio a sette Val di Cornia, Marco Pierozzi, 37 anni, giacchetta nera dal 1998, espelle per fallo di reazione Iacopo Ianno, ventenne di Piombino. A questo punto il giocatore perde la testa e colpisce l’arbitro? Niente affatto. Il fattaccio arriva cinque giorni dopo, durante la finale del torneo.

Pierozzi è al campo come rappresentante della Uisp. Ianno, fra il pubblico, lo riconosce e comincia a inveire contro di lui provando per due volte ad aggredirlo, fermato in entrambi i casi da altre persone. Mezzora dopo Pierozzi sta parlando con il padre del ragazzo quando quest’ultimo a sorpresa lo colpisce con pugni e calci, prima di essere di nuovo allontanato. Pierozzi viene portato al pronto soccorso dove gli riscontrano contusioni guaribili in pochi giorni.

«Ho preso un colpo alla tempia e nelle ore successive ho avuto problemi alla vista», racconta l’arbitro. Per Ianno è già arrivata la decisione disciplinare della Uisp: cinque anni di squalifica, mentre intanto l’arbitro ha sporto querela agli organi competenti. «Non l’ho più sentito né visto da quella sera – racconta Pierozzi – So da altre persone che avrebbe espresso rammarico, ma personalmente non mi ha contatto. A ogni modo potrei pure accettare le sue scuse, ma vorrei che lui capisse di aver sbagliato e paghi com’è giusto che sia. Al mondo esistono delle regole, nello sport come nella vita».

Non è la prima volta che Pierozzi viene aggredito da un giocatore. «È stato 10 anni fa – spiega – Quella volta era capitato durante la partita che arbitravo». Il direttore di gara cacciò un atleta che di rimando lo colpì con un pugno al volto. «Mandibola rotta, 40 giorni di prognosi, operazione e un mese con le viti in bocca – dice Pierozzi – Adesso basta. È sempre stata la passione ad animarmi, ma se deve venir meno la mia serenità smetto. Fortunatamente la Uisp non è solo calcio, e posso continuare a coltivare la mia passione in altri progetti e iniziative. Con questo non voglio darla vinta ai violenti; mi batterò sempre perché questi episodi non accadano più».

Francesca Lenzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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