Il Tirreno

Al nido “Girasole” in biblioteca si va già prima dei 3 anni

di M. Massei Autunnali
Al nido “Girasole” in biblioteca si va già prima dei 3 anni

PIOMBINO. In biblioteca già a tre anni. Anzi, da zero a tre anni. Con la particolarità che, a differenza di quanto tradizionalmente accade, non sono gli interessati a raggiungere i libri, ma i libri...

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PIOMBINO. In biblioteca già a tre anni. Anzi, da zero a tre anni. Con la particolarità che, a differenza di quanto tradizionalmente accade, non sono gli interessati a raggiungere i libri, ma i libri stessi a spostarsi verso gli utenti, laddove essi trascorrono molte ore della loro giornata. Cioè, l’asilo nido.

Il progetto è nato tre anni fa dalla collaborazione tra la biblioteca comunale e il nido «Girasole», all’inizio «come una sfida», commenta l’educatrice Roberta Castagnini, poi in maniera sempre più organizzata e completa.

Una volta al mese si sceglie un pomeriggio durante il quale la responsabile della sezione ragazzi della biblioteca, Gabriella Vanni, visita l’asilo in veste di «tata dei libri». Dalla sua valigia ne escono dei volumi, il cui tema, scelto all’inizio dell’anno, di mese in mese viene approcciato sotto diverse prospettive, ma sempre con un adattamento scenografico della stanza in cui si svolgono le letture. Dopo una breve introduzione, la «tata» legge il libro, al quale, successivamente, assieme alle maestre, provvede a dare un’animazione. «L’ultima fase – spiega Castagnini – è quella del gioco, grazie alla quale i bambini hanno modo di interiorizzare in senso anche tattile la storia che è stata loro narrata. Un percorso che è piaciuto molto anche alle colleghe del Panda, che, dopo averci seguito per un anno, hanno deciso anche loro di attuarlo». Non solo. Il progetto ha reso possibile la creazione all’interno dell’asilo di una piccola raccolta di libri che i bambini possono prendere in prestito, ampliando così il loro precocissimo approccio alla lettura o, almeno, all’interpretazione delle immagini. «Il proposito – conclude l’insegnante - è quello di insegnare ai bambini a riflettere e a rispettare l’oggetto libro, creando così un’alternativa rispetto al “bombardamento” a cui i piccoli solitamente sono sottoposti.

Del resto le scoperte più recenti parlano anche di un valore terapeutico della lettura ed è per questo che sia noi che la biblioteca abbiamo deciso di aderire al progetto “Nati per leggere”, che coinvolgerà anche i pediatri e le librerie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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