Il dolore
Porto e cantieri, progetto per 837 barche a Piombino
La coop “La Chiusa di Pontedoro” apre le procedure dalla legge Burlando per realizzare una parte del polo nautico
PIOMBINO. La coop “La Chiusa di Pontedoro” ha presentato al Comune e all'Autorità portuale, con le procedure della legge Burlando, un progetto per il polo della cantieristica, dei servizi e delle attività ittiche, previsto dalla variante per il “Distretto della nautica”. L'area interessata è quella della foce della Cornia Vecchia, all'interno del bacino creato qualche decennio fa dai riempimenti per l'ampliamento dello stabilimento Ilva. Attraverso il fosso è collegata agli ormeggi già esistenti di Pontedoro e delle Terre Rosse.
Il progetto è stato realizzato dallo studio piombinese Dla e dalla Modimar di Roma e ha il sostegno dell'Arci pesca, del circolo Il Porticciolo, della Lega navale e delle associazioni la Previdenza e Vela insieme.
Complessivamente sono previsti 837 posti barca, suddivisi in 571 nell'approdo turistico, 209 a disposizione della nautica sociale e sportiva, 57 per la pesca professionale. L'approdo turistico è previsto all'imboccatura sul lato Follonica, protetto da una diga foranea a quarto di cerchio e da una contrapposta piccola diga sottoflutto. Qui è prevista la messa in opera di pontili galleggianti, con finger ogni due imbarcazioni che permetto agevolmente di salire a bordo. Nell'approdo turistico potrebbero trovare posto 19 imbarcazioni da 18 a 20 metri, 25 da 16-18 metri, 88 da 14-16 metri, 120 da 14-16 metri, 106 da 12-14 metri, 147 da 10-12 metri, 66 da 8 fino a 10 metri. Sull'area a monte è prevista la realizzazione dei servizi suddivisi in due corpi fabbrica collegati da una passerella. In quello più alto, su quattro livelli, sono previsti a piano terra la reception, gli uffici amministrativi, un ufficio turistico e i servizi igienici. Al secondo piano sono previsti tre uffici open space. Ed anche il terzo e quarto piano sono destinati ad uffici e a funzioni in eventuale sostituzione alla torre di controllo, situata in un edifico a parte.
Il corpo di fabbrica più piccolo è ad accogliere un centro commerciale con galleria, un grande bar-pizzeria con cucina, un ristorante che si estende anche al piano superiore, magazzini e servizi igienici. Per entrambi gli edifici è prevista una copertura inclinata a pannelli fotovoltaici.
Su una superficie di 10 ettari, ad ovest dell’approdo turistico, è invece prevista la cantieristica, con darsena riservata. Vi troveranno spazio una decina di capannoni, tutti realizzati con le identiche caratteristiche, destinati alle attività di manutenzione. Sulla banchina sono previsti cinque carriponte per il sollevamento delle imbarcazioni ed altrettanti scivoli per l’alaggio.
Ancora più vicino allo sbocco della Cornia Vecchia è collocato l’approdo per la nautica a sociale e la pesca sportiva dotata di ormeggi in acqua ma anche di un piazzale di alaggio dove le imbarcazioni potranno essere tirate a secco per le manutenzioni.
La darsena pescherecci è invece stata localizzata nella parte più a ridosso dell’ormeggio turistico. Vi potranno trovar posto una decina di zaccarene e pescherecci di una lunghezza massima di 25 metri, oltre 21 barche di 14 metri e 26 di 9 metri al massimo adibite alla pesca professionale. A terra è previsto in mercato ittico e un capannone dotato di celle frigorifere. Sul lato della darsena pescherecci è previsto anche lo spostamento dell’impianto di itticoltura che si trova ora nella parte della Chiusa e destinata al riempimento.
I parcheggi sono previsti nel rapporto di 1,02 per imbarcazione e situati in gran parte all’ingresso a terra del porto, tutti con una copertura a pannelli fotovoltaici.
Più complessa al momento appare la soluzione per la viabilità, collegata con una bretella al prolungamento della 398 alla rotonda del Gagno.
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