Il Tirreno

IL PROGETTO

Una centrale termodinamica a Piombino

PIOMBINO. Un impianto sperimentale da un megawatt (Mw) con molteplici impieghi, quale traino per l’eventuale sviluppo di altri apparati simili, sino a una potenzialità massima nel territorio di 30-40...

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Un impianto sperimentale da un megawatt (Mw) con molteplici impieghi, quale traino per l’eventuale sviluppo di altri apparati simili, sino a una potenzialità massima nel territorio di 30-40 Mw. È stato presentato mercoledì nell’incontro su “Processi di riconversione economica: Piombino cambia” il progetto lanciato da Asiu di una centrale termodinamica, il cui funzionamento è stato illustrato dal responsabile per il solare termico di Enea, agenzia nazionale per l’efficienza energetica, Fabrizio Fabrizi.

La vera novità dell’impianto, rispetto ad esempio all’applicazione Archimede realizzata a Priolo, è rappresentata dall’uso dei sali fusi, secondo una capacità di utilizzo maggiore nel tempo. La centrale prevista sfrutta lo stesso assetto dell’impianto solare termodinamico costruito in Egitto (valore complessivo di circa 22 milioni di euro) e basato sulla tecnologia Enea, grazie all’uso dei sali fusi alla temperatura massima di 550 gradi. Il tutto per un risultato che permette la distribuzione di energia anche in assenza di fonte solare, oltre a consentire una produzione differenziata: non solo energia elettrica quindi, ma anche etanolo, dissalazione di acqua di mare, e altre eventuali applicazioni.

La prima idea sul progetto partì nella scorsa edizione di “Quanto Basta”. «Un anno fa è cominciato il primo tempo del film – spiega Fulvio Murzi, presidente Asiu – con il secondo tempo proseguito, girato e montato nel corso di quest’anno. Lo studio di fattibilità di Enea è quasi completato, ne vedremo i risultati e poi ci confronteremo con gli eventuali investitori». Per un investimento importante senza dubbio, ma – opinione unanime al tavolo di discussione – proiettata verso benefici economici, di sostenibilità e occupazione. In tal senso l’impianto (indicate come ideale destinazione le aree industriali da bonificare), che occuperà 25mila metri quadrati di specchi, darebbe ottime opportunità per l’occupazione locale, secondo un’ipotesi di 200 addetti nel periodo di costruzione, e fino a 50 per il mantenimento.(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa