Il dolore
«Non sono un commissario prefettizio»
Il sindaco Ciumei lancia l’allarme sul bilancio: lo Stato ci obbliga a tagliare, ma così sono i cittadini a dover pagare
MARCIANA MARINA. «Sono un sindaco, eppure mi trovo a svolgere il lavoro di un commissario prefettizio». Il primo cittadino di Marciana Marina, Andrea Ciumei, è un fiume in piena mentre dà la notizia, nel corso di una conferenza stampa, della messa in salvaguardia del bilancio comunale, alla luce delle novità apprese dal portale del Federalismo del Ministero delle Finanze, sull’Imu e sui tagli dei trasferimenti statali.
«L’amministrazione comunale - fa presente il sindaco – sta mettendo in sicurezza il bilancio. Con una delibera della giunta abbiamo dato mandato agli uffici di ragioneria e tributi di effettuare una ricognizione puntuale delle spese necessarie e di quelle, al contrario, che sono rimandabili al bilancio 2013». In altre parole, visto che il termine va di moda, la giunta di Marciana Marina ha dato il via ad una mini “spending review”, per far fronte agli esborsi richiesti in bilancio dallo Stato che, partendo dalle stime sovradimensionate del gettito Imu che sarebbe percepito da Marciana Marina, è continuato con l’azzeramento del fondo perequativo fino all’ulteriore perdita dell’Irpef sulle abitazioni non locate e alla riduzione del fondo di riequilibrio. In parole povere il saldo tra tagli e trasferimenti fa in modo che il Comune marinese debba ascrivere a bilancio ben 591mila euro, per colmare una sorta di debito contratto con lo Stato. «Il governo ci sta obbligando ad intervenire di nuovo sulle aliquote dell’Imu – spiega Ciumei – ma si deve tener conto che alzando le aliquote, inevitabilmente, aumenterà la quota di evasione. A Marciana Marina, con una pressione fiscale equa, riuscivamo ad incassare il 94% del gettito Ici previsto. Domani non so cosa potrà accadere». Il Comune, per quanto riguarda l’Imu ha già fissato le aliquote per la prima casa al 2X1000, 5,8X1000 per le seconde case locate, 9,6X1000 sulle case sfitte e quindi, dovrà versare un conguaglio a favore dello Stato. «La verità è che ci stiamo sostituendo a eventuali commissari prefettizi – commenta Ciumei – forse perché l’Europa ha commissariato il governo che ha fatto lo stesso con i Comuni». Secondo il sindaco di Marciana Marina i problemi relativi ai bilanci dei Comuni potrebbero tradursi in breve tempo in conseguenze concrete per i cittadini.
«Con l’Imu si rischia una bolla immobiliare che può mettere in crisi il sistema Elba – spiega – ma non è solo questo. Mettiamo in sicurezza il bilancio per scongiurare tagli a settori chiave come i servizi per la sanità e per il sociale. Ma se saremo costretti a ridurre anche questi lo Stato, come previsto dalla legge, potrà decidere di aumentare l’aliquota Irpef per tutti i cittadini. Insomma sarebbe la gente comune a pagare in prima persona i tagli che il governo applicherà ai Comuni».
La soluzione che Ciumei indica per uscire dal vicolo cieco dei bilanci passa dall’azione di Ancim e dalla pressione che l’associazione potrebbe esercitare sul governo. «Chiediamo che l’intero gettito Imu resti sul territorio o, in alternativa, che il fondo perequativo sia riconteggiato, partendo dalle stime effettuate dai Comuni e non dalle cifre sbagliate del Ministero».
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