Gioco
Morto Paolo Parietti fino a martedì scorso è stato in tribunale
L’avvocato piombinese, 56 anni, era ammalato da tempo Il funerale questa mattina nella chiesa dell’Immacolata
PIOMBINO. Fino a martedì della scorsa settimana, presente ai processi in tribunale, a Livorno. È morto a casa, mercoledì sera, nel cuore del centro storico, l'avvocato Paolo Parietti, 56 anni (li avrebbe compiuti il 29 giugno).
Un paio di anni fa aveva scoperto di avere un tumore, ma aveva protetto amici e familiari dalle difficoltà rivelate dalla malattia. Fino a quando si è sentito male all'uscita dall’udienza ed è stato ricoverato in ospedale a Piombino, a Pisa. Poi la decisione di tornare a casa.
Il cursus scolastico di Parietti è piombinese, fino al liceo scientifico. La laurea in giurisprudenza a Pisa e il doppio studio qui e all'Elba. Serissimo quando si trattava di questioni di lavoro, ha sempre vissuto con intensità le molte passioni "extra tribunale"; da giovanissimo lo sport, la scherma. Poi la famiglia, le figlie Elena 26 anni, praticante in studio con lui e Matilde, tra poco 18 anni. Insieme la vita e gli amici. «Sempre sorridente, gentile – ricorda Elena Parietti – Per me e mia sorella non è stato solo un padre, ma un grande amore, un esempio di forza e coraggio da seguire. Ogni minuto con lui – aggiunge – era una lezione di vita e per quanto fosse difficile comprenderlo e capirlo sappiamo che tutto ha avuto un senso. Si è creato da solo, un uomo libero, mai legato a partiti. L’ufficio, gli amici sono sempre stati sinonimo di libertà. Odio, amore sempre vissuti con la stessa passione. Ci ha protetto anche dal suo dolore».
Combattente nella vita come nello sport. «Paolo è entrato in Nazionale nel 1978 – racconta Stefano Bellone, milanese, insieme a tirare di spada – ed ha fatto i campionati del mondo nel ’78, ’79 e ’81. Ha mancato le Olimpiadi a Mosca, nell’1980 per un soffio, perché arrivando al ritiro di Formia è caduto con la moto. Nell’’81 ha smesso con l'attività sportiva, c’era l’università da finire – dice ancora Stefano, oggi medico – Ci siamo visti spesso in questi ultimi anni, veniva a Milano a curarsi. Un’amicizia sempre fortissima, coi compagni di squadra, è per tutta la vita».
Spesso si definiva "anarchico maschilista”, «ma non era vero fino in fondo – riprende Elena Parietti – Lo sanno tutti quelli che gli hanno voluto bene. Soprattutto gli amici che sono stati insieme a lui fin dall'asilo, l'altra famiglia... Le "fave lesse" di cui il mio babbo era presidente, perché voleva sempre comandare: certo solo 8 uomini, uniti da un grande affetto...».
Da poco diventato nonno bis («come diceva lui» spiega Elena) di due bambini Tommaso (22 mesi) e Carlotta (7 mesi). «Avrei voluto – sottolinea, accorata, mamma Elena – avere tempo di crescere ancora insieme. Avrei voluto vedere Tommaso diventare un uomo sulle tue orme, vi immaginavo insieme a tirare di scherma o sopra una moto. Avrei voluto ricevesse l'amore e gli insegnamenti di un uomo tanto forte, dignitoso, amorevole, onesto e amante della vita».
Esprime alla famiglia il più sentito cordoglio l'Associazione Forense area piombinese «per la perdita del collega ma soprattutto dell'amico Paolo, che si è sempre contraddistinto per la cordialità e disponibilità verso tutti. Ai colleghi - si legge nella nota - rimane il ricordo di una persona che amava la sua professione, alla quale si è dedicato fin da ultimo con dedizione, impegno ed alta professionalità».
Un pensiero particolare alla figlia Elena, che «essendosi da poco incamminata sulla strada professionale tracciata dal padre troverà sicuramente in lui il migliore esempio da seguire per divenire un ottimo avvocato».
Neppure ieri, a casa, Paolo è mai rimasto da solo. Il funerale stamani alle 9,30 nella chiesa della parrocchia dell'Immacolata.
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