Sicurezza
Lucchini, il primo giorno di Chindemi
Capireparto convocati insieme ai rappresentanti sindacali: «Ambiente e sicurezza sono al primo posto»
PIOMBINO. L’ingegner Francesco Chindemi non ha perso tempo. Il giorno successivo alla sua nomina a Ceo della Lucchini ha sorpreso tutti, convocando insieme i capi reparto dello stabilimento e i coordinatori delle Rsu nella sala rossa della direzione, in videoconferenza con gli altri stabilimenti (Trieste, Lecco, Condove) e la sede amministrativa di Brescia. Un fatto molto apprezzato da Mirko Lami coordinatore Fiom, che rappresenta anche nella Federazione europea metalmeccanici. «In Belgio e in Germania – commenta – è normale convocare i capi insieme ai sindacati, ma qui non si era mai visto». Subito dopo Chindemi ha avuto un testa a testa col sindaco Gianni Anselmi, lanciando gli stessi messaggi chiari e generalmente apprezzati.
Non ha nascosto la situazione difficile in cui si trova la Lucchini, sottolineando la necessità di rimettere in riequilibrio la fabbrica. Tuttavia al primo posto ha messo ambiente e sicurezza. Un punto di partenza, ovviamente, apprezzato dai sindacati come successivamente dal sindaco.
Fare squadra. Questo appare il significato concreto del messaggio lanciato dal nuovo ad con l’inviato a ciascuno di fare la propria parte, dalla gestione produttiva a quella finanziaria e commerciale.
Nella mattinata tra l’altro i sindacati erano stati informati di nuovi ordini per la fornitura di rotaie in Turchia, Algeria e Malesia, la cui entità tuttavia non è stata precisata.
Ma produrre non basta. L’ingegner Chindemi ha mostrato i grafici storici dall’1985 al 2010 che dimostrano che la Lucchini quando il mercato tirava e guadagnava lo faceva meno degli altri. E quando perdeva, invece, lo faceva più degli altri.
Una tendenza, dunque, che va invertita, Ma la Lucchini non ha a disposizione piani triennali per farlo. Ci sono spazi da recuperare subito, al massimo entro un anno se non prima, per ritrovare competitiva e rendere il gruppo appetibile per un eventuale acquirente. Chindemi ha messo il dito nella prima piaga: le materie prime sono schizzate in alto, occorre rivedere come e dove comprare, ha sostenuto, per evitare di creare rigidità e rimanere senza materiale.
I sindacalisti, ed in particolare Mirko Lami (Fiom) hanno sottolineato le grosse preoccupazioni di questi ultimi mesi per le difficoltà a individuare chi aveva realmente in mano la conduzione dello stabilimento. Poche esitazioni nella risposta di Chindemi. «Tranquilli perché ora conduco solo io e la responsabilita è tutta mia». Parole che al termine dell’incontro, parafrasando una celebre radiocronaca di una vittoria ciclistica di Coppi, fanno dire a Lami: «Vedo un uomo solo al comando, che s’intende di siderurgia e che può salvare la baracca».
Ed anche Lorenzo Fusco (Uilm) ha fatto presenti le difficoltà incontrate nell’ultimo periodo per l’approvvigionamento delle materie prime, costringendo a ripetute fermate dell’altoforno. Situazione che non deve ripetersi, ha replicato l’ingegner Chindemi.
La disponibilità dei sindacati, al di là del rispetto dei ruoli specifici, è stata sottolineata in particolarare da Sergio Cardellini (Fim). E Chindemi ha riconosciuto questo impegno a non affondare la nave ed evitare il commissariamento.
«La mia prima impressione – commenta dall’altro canto il sindaco Anselmi – è stata quella di trovarmi di fronte ad un professionista serio e fortemente motivato, che ha a cuore i problemi della sua società, della città e lo stesso futuro dell’industria nazionale. Sono stato particolarmente colpito da una sua affermazione. “Se un reparto crea problemi di ambiente o di sicurezza lo si ferma”– È la prima da quando da quando faccio il sindaco che sento questa regola fuori gioco. Ovviamente sarà da verificare tutto sul campo sul campo. Ma alla Lucchini serviva una guida autorevole e credo che quella di Chindemi, sicuramente un grande esperto di sidurgia, lo sia».
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