Il dolore
Due autori piombinesi per Viola Valentino
Germanelli e Mignogna firmano il nuovo disco della cantante, che racconta la sua vita in zona quando era sposata con Fogli
PIOMBINO. Due autori piombinesi, una cantante che piombinese non è, ma che tra Piombino e Campiglia ha vissuto molto più di una parentesi della sua vita.
Non è la prima volta che Giovanni Germanelli e Francesco Mignogna incrociano le loro strade con quella di Viola Valentino. Era già accaduto tre anni fa, quando i due musicisti composero per l’artista comasca «Dimenticare mai», poi inserita nell’album «I tacchi di Giada». Il nuovo singolo – che esce oggi in rotazione radiofonica nazionale e su i-Tunes – si chiama invece «Stronza» (Cama Records/Edel), ma la sua forza, più che nel titolo ad effetto, sta tutta nell’impianto pop-rock del brano, coordinata da un’interpretazione energica e appassionata, capace di fronteggiare qualsiasi perplessità. «In effetti all’inizio qualche titubanza l’avevamo – racconta lei – Temevamo che il titolo fosse non accettabile da parte delle radio o del pubblico. Invece l’anteprima che ne ho dato a una televisione privata siciliana è stata accolta con molto entusiasmo da parte dei miei fans, senza alcun fastidio per quella parola, che esprime lo stato d’animo di una persona che si trova a sbagliare in fatto di sentimenti. Credo che non avremmo potuto usarne un’altra, fosse anche “sciocca” oppure “stupida” con la stessa efficacia».
Del resto, aggiunge la cantante, la scrittura di Germanelli e Mignogna (che hanno curato anche l’arrangiamento e la produzione del pezzo) possiede particolarità che la rendono capace di adattarsi come un abito perfetto alle sue qualità, ed è proprio per questo che Viola Valentino ha deciso di affidare loro l’intera realizzazione del suo prossimo album, «Panna, fragole e cipolle», che uscirà ai primi settembre con la collaborazione di molti musicisti locali e diversi coautori, anche conosciuti e il mix e il mastering di Alex Marton.
Certo, non è difficile immaginare la rete dei contatti che hanno portato i due piombinesi a lavorare con e per la cantante, che in città ancora in moltissimi ricordano dai tempi della sua lunga vicenda tra Piombino e Campiglia, legata al matrimonio con Riccardo Fogli dal 1971 all’inizio degli anni Novanta.
«Ho vissuto una vita, a Piombino – commenta lei – e di ricordi, naturalmente, ne ho tanti. Sono arrivata che avevo diciotto anni. Andavo al mare e mia suocera mi preparava l’asticetta per scendere giù in spiaggia, a Calamoresca. Restavo là tutto il giorno, mi cuocevo l’uovo al tegamino sui bastoncini». Viola Valentino e Riccardo Fogli si sposano una sera del 1972 alla chiesina di Populonia. Il prete è in ritardo perché per tutto il pomeriggio è stato a caccia, ma per loro, belli, «giovanissimi e senza una lira tanto da arrivare con la stessa automobile», tutto è una favola, costruita con grazia scegliendo abiti azzurri (puro acrilico) da principe e da principessa.
I Pooh, che proprio allora stanno esplodendo, completano la lista dei ventiquattro invitati complessivi. Durante la cerimonia Roby Facchinetti all’organo intona «In silenzio». Gli anni successivi sono densi di avvenimenti. Per un periodo la coppia si separa, poi si ricompone, con Fogli che ha già lasciato i Pooh per la carriera da solista. Nel 1979, dopo varie esperienze nel mondo della musica e della moda, la cantante Viola Valentino esplode con «Comprami», che va ai primi posti della hit parade e diventa uno dei pezzi più gettonati dell’anno.
Per qualche anno i successi si susseguono costanti, fino alla vittoria di lui al Festival di Sanremo del 1982 con «Storie di tutti i giorni», mentre lei, che è in gara con «Romantici», si piazza finalista e porta il pezzo in classifica. Sempre negli anni Ottanta la coppia si trasferisce a Campiglia. Altri ricordi, i cavalli, le estati al Calidario e ancora Piombino, dove i due coniugi vanno quasi tutti i giorni.
Fino al 1992. «Siamo stati insieme qualcosa come ventitré anni – riflette lei - Ho la grande fortuna di ricordarmi in modo piacevole anche le cose peggiori, che poi sono quelle che capitano a tutti. Tanti non stanno più insieme e nessuno lo sa, perché non sono personaggi noti. Ma un bel ricordo si può anche raccontare, anche se la sensazione di dolcezza si trasforma in amarezza dopo che le cose sono finite male. Anche per questo sono tornata raramente a Piombino. Deve esserci un motivo preciso perché io torni da queste parti». Uno, ad esempio, potrebbe essere il Festival Estivo, di cui Giovanni Germanelli è il direttore artistico. «Certo – risponde lei sorridendo – impegni permettendo sarò felice di essere tra gli ospiti della rassegna».
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