Il Tirreno

La polemica

«Nessuna deroga nel nostro mare»

Legambiente contro l’ipotesi di riavvicinare alla costa le grandi navi

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PORTOFERRAIO. «È singolare che si vogliano ridurre le distanze di transito dalle aree marine protette proprio dove c’è stato il disastro della Costa Concordia e la dispersione di molti fusti tossici». È questo il commento di Legambiente alla bozza di ordinanza della Capitaneria di porto sulla quale, in queste ore, la Provincia di Livorno ha espresso parere positivo. L’associazione ambientalista non è d’accordo alla possibilità di deroga al decreto ministeriale che riporterebbe i natanti superiori alle 500 tonnellate a 0,7 miglia dalla costa delle aree marine protette e non a 2 miglia come previsto dal decreto del ministro Clini e chiede l’istituzione dell’area marina protetta dell’Arcipelago e l’interdizione totale del traffico marittimo fra l’Elba e Pianosa, come proposto nel 2010 dal consigliere comunale di Campo nell'Elba Yuri Tiberto. «Avevamo già detto che il decreto anti inchini aveva dei buchi per alcune isole, ma non è possibile che un decreto nazionale fissi dei parametri per ragioni di sicurezza – sottolinea Umberto Mazzantini, responsabile isole minori di Legambiente – e poi, per le stesse ragioni, questi limiti siano ridotti. Vedremo se ci sarà una diversificazione, dato che così si va nella direzione contraria rispetto a ciò che chiedevamo. Qui c’è stato il disastro della Costa Concordia. Il nostro territorio deve essere più difeso - continua Mazzantini - anche stabilendo altre rotte, non cercando deroghe per il traffico mercantile. Sarebbe bene sapere cosa ne pensano di tutto questo i nostri amministratori – conclude – e cosa intendano fare per difendere il nostro mare».

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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