Il Tirreno

Conglomix, come ti riuso i rifiuti

Il materiale recuperato dalle scorie Lucchini potrà essere usato per la Tirrenica

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PIOMBINO. Un progetto da quasi 10 milioni (4,5 milioni l’investimento della Regione, il resto coperto da Asiu) diventato realtà. È l’impianto del conglomix costruito dalla Tap (azienda costituita per il 75,1% da Asiu e 24,9% da Lucchini) a Ischia di Crociano. Al momento il prodotto è usato in via sperimentale, la risposta della Provincia dovrebbe arrivare il 27 giugno, ma già Asiu-Tap hanno chiaro il principale obiettivo: ottenere che l'uso del conglomix sia previsto nei capitolati d'appalto della Sat per la costruzione dell'autostrada tirrenica. Dell’impianto si è parlato in uno dei dibattiti di ieri a “Quanto Basta”. «Il complesso è nato come risposta alle esigenze del territorio – spiega Andrea Rafanelli, della Provincia – e rientra in una filosofia diffusa a livello europeo sul riuso». Il conglomix, « ha dato esiti eccellenti», afferma Roberto Pietrini dell’Arpat, e servirà sia per le scorie in itinere della Lucchini, sia per lo smaltimento del materiale accumulato nel tempo. «Il percorso è stato lungo e pieno di test da superare – spiega Fulvio Murzi, presidente Asiu – Tutti controlli che rappresentano un valore aggiunto». Partita l’idea del riuso rifiuti in chiave di riconversione industriale nel 1999, si è passati dal Cic (conglomerato idraulico catalizzato) all’effettivo conglomix, per un progetto «che unito agli altri impianti porta all’obiettivo rifiuti zero – come dice Murzi – per ottenere un’efficace combinazione nel trattamento dei rifiuti urbani e industriali».(fra.le.)

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