Sicurezza
«Baratti è come un santuario di una città bella e preziosa»
Il professor Settis ha aperto “Quanto Basta” rilanciando le sue critiche al piano per Rimigliano: «Spero non ci siano altri trucchi»
PIOMBINO. Sala piena e persone in piedi. Pubblico delle grandi occasioni per la conferenza tenuta dall’archeologo, storico dell’arte e direttore sino al 2010 della Scuola Normale Superiore di Pisa, Salvatore Settis. «Non parlerò di problemi locali – ha esordito lo studioso – ma di principi; il che non vuol dire eludere i problemi, ma saperli affrontare».Nonostante la premessa, abbiamo comunque avuto modo di avvicinare Settis per chiedere due battute sul contesto più prettamente locale. «Ultimamente ho viaggiato molto, occupandomi di altre cose e sono poco aggiornato sulle tematiche della zona – spiega Salvatore Settis – Certo se il piano definitivo per Rimigliano è l’ultimo che ho visto ritengo che si debba moderare l’eccesso di nuovi volumi, secondo un approccio che sia sostanzialmente di recupero delle dimensioni già esistenti, senza spostarli.Inoltre spero proprio che non si usino trucchi inopportuni – prosegue – come far passare ad esempio, tra i volumi da recuperare, spazi quali pollai e altre aree simili». Il professore ha poi regalato una battuta su Baratti: «Non conosco i termini del piano, voglio precisarlo – commenta l’archeologo – Ritengo però che Baratti debba restare un luogo intatto. Qualsiasi intervento, anche minimo, temo possa essere negativo e innescare altri processi negativi. Baratti è un’area miracolosa che deve essere concepita al pari di un santuario».
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