Il dolore
«L’agricamper si poteva bloccare»
Gelichi attacca Chiarei e lancia un siluro anche a Festival “Quanto basta”
PIOMBINO. Prosegue il botta e risposta tra il portavoce di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi e l’assessore Marco Chiarei sulla realizzazione dell’agricamper nella Costa est.Gelichi ricorda infatti che la legge regionale 30 del 2003 prevede che «l'ospitalità in spazi aperti può essere preclusa solo in zone appositamente individuate dagli strumenti urbanistici comunali».
«Visto che con questa legge tutti gli imprenditori agricoli che possedevano i requisiti minimi, previsti dal regolamento d’attuazione –prosegue Gelichi – potevano, con una semplice dichiarazione d’inizio attività, realizzare attrezzature per l'ospitalità in spazi aperti, tutti i comuni toscani avrebbero potuto e dovuto produrre una semplice variante, magari di sola normativa, nella quale precisare le aree precluse all'ospitalità, che nel caso di Piombino avrebbero potuto essere quelle agricole di valenza paesaggistica».
Gelichi ritiene dunque pertinente la sua domanda: «Se le preme tanto la duna di Carbonifera, insidiata dalle auto dei piombinesi, perché non ha mosso un dito nel tempo trascorso fra la legge e l'insediamento dei 400 posti camper adiacenti ad un oasi protetta, per impedirne la realizzazione con una semplice delibera?»
Gelichi replica anche sul vecchio progetto del porto alla foce del Cornia. «Mi si rimprovera di sostenere la previsione di un gran progetto portuale. Rispondo che quel sito, pur non essendo l'ambito ideale, è pur sempre l'unico possibile per ospitare strutture e imprese della filiera nautica, e l’unico sito espandibile, dove è già presente un’infrastruttura che potrebbe consentire una rapida realizzazione delle previsioni per il distretto della nautica, a prescindere dalla 398 fino al porto, soluzione che insieme con altre scelte coraggiose, ci potrebbe portare fuori dell’empasse fabbrica o miseria».
Il consigliere di Ascolta Piombino conclude con una con un siluro al Festival ecologico “Quanto Basta” «puramente pubblicistico, pagato non poco con i soldi dei cittadini, in questo periodo di crisi, in un territorio molto provato dal punto di vista ambientale: uno schiaffo alla ragione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
