Il Tirreno

Trattativa estenuante per muovere il cargo

Trattativa estenuante per muovere il cargo

La capitaneria di porto diffida la compagnia e il comandante turco non vuole collaborare

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ANDREA. Confuso, con un inglese zoppicante. Non ostile ma per niente collaborativo con gli ufficiali della capitaneria di porto che stavano predisponendo il piano di rimozione del cargo incagliato sugli scogli di Cote Piane.

È questa la descrizione sommaria del comandante turco Adnan Turkman, a capo dell’equipaggio del Mersa 2, composto da altri 11 marittimi di nazionalità turca.

Fin dalle prime ore della mattina di ieri gli uomini della capitaneria, secondo le voci che abbiamo raccolto, avrebbero intavolato una trattativa estenuante con il comandante dell’imbarcazione, affinchè collaborasse alle operazione di rimozione. Il comandante, però, non si è reso disponibile e, fino all’ultimo, ha tenuto un atteggiamento evasivo nei confronti dei militari. E mentre il resto dell’equipaggio se ne stava sotto coperta, il comandante rispondeva solo in modo parziale alle richieste dei militari e si perdeva in telefonate infruttuose dirette ai referenti della compagnia.

Solo quando, intorno alle 11, la capitaneria ha emesso un’ordinanza ad hoc, con tanto di diffida ai danni della compagnia, e dopo aver avuto conferma che il trasferimento del natante incagliato sarebbe avvenuto senza rischi per la galleggiabilità e in tutta sicurezza, sulla base della valutazione dei tecnici della capitaneria e del registro navale Global Shipping Bureau, i militari hanno dato l’ok, con la cooperativa degli ormeggiatori e i rimorchiatori Algerina e Tito della società livornese Neri sono entrati in azione.

La nave si è mossa intorno alle 13,45 diretta verso Livorno, dove sarà sottoposta alla riparazione della falla aperta sulla parte anteriore dello scafo. E, presumibilmente, è proprio a bordo del Mersa 2 che l’equipaggio attenderà il giorno della ripresa della navigazione.

Al momento il Mersa 2 resta sotto sequestro e occorrerà attendere l’esito delle indagini della capitaneria coordinate dalla Procura di Livorno per capire le responsabilità dell’incidente. Quasi certamente si è trattato di un errore umano e non è escluso, seppur non confermato, che i membri dell’equipaggio stessero dormendo negli attimi dell’impatto con gli scogli a poche centinaia di metri da Sant’Andrea.

Il dato di fatto è che, come riscontrato durante la lunga trattativa a bordo del Mersa, l’equipaggio e la compagnia turca non hanno collaborato alle operazioni di rimozione, rifiutandosi di dare l’ok formale all’ordinanza della capitaneria e, di conseguenza, di assumersi le spese delle operazioni di disincagliamento. I contatti telefonici con l’armatore turco, secondo le indiscrezioni emerse, sono stati infruttuosi.

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