Il Tirreno

Cargo si schianta contro gli scogli

di Luca Centini
Cargo si schianta contro gli scogli

L’impatto a Cote Piane, vicino alla spiaggia di Sant’Andrea La capitaneria esclude rischi di sversamento di carburante

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ANDREA. Forse stavano dormendo mentre la nave da carico viaggiava sulla rotta del disastro. Anche l’Elba, con le adeguate proporzioni, ha avuto la sua Costa Concordia. Il Mersa 2, cargo che batte bandiera panamense lungo 90 metri, si è incagliato ieri mattina su una scogliera a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Capo Sant’Andrea. Dritta con la prua sugli scogli, come ad arrampicarsi per poi adagiarsi, incagliata, sul fondale delle Cote Piane.

Il grave incidente marittimo è accaduto ieri mattina, poco dopo le 4. Il frastuono, vista l’ora, è passato quasi inascoltato, ma già intorno alle 7 la voce è circolata a Sant’Andrea, accompagnata dall’ansia per il rischio di un disastro ambientale dovuto allo sversamento di carburante. Allarme che, per fortuna, è rientrato con il passare delle ore.

L’intervento degli uomini della capitaneria di porto di Portoferraio è scattato intorno alle 4,30. Le motovedette hanno raggiunto il cargo partito da Marina di Carrara e diretto in Algeria con un carico di tondini di acciaio, incastrato con il muso sul basso fondale. Nessuno dei 12 membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità turca, è rimasto ferito in seguito all’impatto con gli scogli. Ma lo spavento è stato grande, così come gli interrogativi per una manovra che, a guardare come è posizionata la nave, ha dell’incredibile. La nave è perpendicolare rispetto alla linea di costa. Le indagini della capitaneria di porto chiariranno il motivo dell’ errore di rotta. E per far luce sull’accaduto ha aperto un fascicolo l’Autorità giudiziaria. Secondo le prime voci raccolte pare che i membri dell’equipaggio stessero dormendo al momento dell’impatto.

Se i marittimi sono rimasti illesi, lo scafo del natante è stato danneggiato a prua, nel punto in cui si è verificato lo schianto con gli scogli. Si è aperta una falla di circa quattro metri che, tuttavia, non ha intaccato in profondità lo scheletro dell’imbarcazione, senza compromettere in modo pesante- secondo quanto confermato dalla capitaneria di porto - la galleggiabilità. E, fattore ancora più importante, la lesione allo scafo è lontana dai depositi dove è stoccato il carburante.

La capitaneria ha dirottato a Sant’Andrea due rimorchiatori, uno in arrivo da Piombino, l’altro da Livorno, mentre il Ministero dell’Ambiente ha inviato il mezzo antinquinamento Castalia, al fine di rilevare e prevenire eventuali sversamenti di carburante. L’elicottero della capitaneria di porto ha sorvolato più volte lo specchio acqueo interessato per rilevare chiazze di carburante, ma i riscontri hanno sempre avuto esito negativo. Nel pomeriggio, per precauzione, la nave è stata circonda da panne antinquinamento. Una vedetta dei carabinieri ha affiancato l’imbarcazione e supportato l’attività della capitaneria.

L’allarme ambientale, almeno a sentire i soccorritori e le fonti istituzionali, pare scongiurato. «Le operazioni richiedono tempo – fanno sapere dal comando della capitaneria – e devono essere svolte in massima sicurezza».

L’idea è quella di sfilare la nave dagli scogli e, grazie al fatto che la galleggiabilità del natante pare non essere compromessa, trainarla verso un porto vicino - Portoferraio o Piombino - per sottoporla a riparazione. Non è escluso che si provveda ad alleggerire in qualche modo il carico dell’imbarcazione per ridurre eventuali problemi di navigazione. Secondo quanto si apprende il Mersa 2 potrebbe muoversi nella giornata di oggi, con l’arrivo dei tecnici della compagnia che contribuiranno a realizzare il piano per la rimozione. Il Cargo attualmente è sotto sequestro, con l’equipaggio al completo che è rimasto a bordo. Tra i test effettuati nella giornata di ieri ci sarebbe anche quello relativo all’assunzione di alcool.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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