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protesta la Cisl

«Servono infermieri in più nell’area materno infantile»

PORTOFERRAIO. «La chiusura di psichiatria e la riduzione degli infermieri nell’area materno infantile sono due emergenze per l’ospedale di Portoferraio». A sostenerlo è il sindacato Cisl Funzione...

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PORTOFERRAIO. «La chiusura di psichiatria e la riduzione degli infermieri nell’area materno infantile sono due emergenze per l’ospedale di Portoferraio». A sostenerlo è il sindacato Cisl Funzione pubblica che martedì ha riunito i lavoratori del comparto sanitario in assemblea. Nel corso dell’incontro il segretario aziendale per la Usl 6 ha illustrato i contenuti dell’intesa stretta tra governo, autonomie locali e sindacati sul lavoro pubblico.

Si è poi passati ad una ricognizione puntuale di tutte le attività sanitarie ospedaliere e territoriali, evidenziando le criticità della riorganizzazione.

«La chiusura della degenza psichiatrica e i conseguenti ricoveri in medicina presentano un forte disagio per gli utenti – dicono dal sindacato – che si ritrovano in stanze tre metri per tre, talvolta insieme a persone in gravi condizioni, e disagi per gli operatori sia della medicina che del servizio psichiatrico, costretti a rientrare spesso di notte per non lasciare soli i pazienti in fase critica. Chiederemo in tempi brevi una verifica del progetto a due mesi dalla sua apertura».

Ma non è l’unica emergenza messa in evidenza dal sindacato. «L’apertura dell’ospedale di comunità viene di volta in volta rimandata – spiega Redini – presenta criticità sul fronte della spesa e sul fronte del personale che vi dovrà lavorare, recuperato dalla chiusura di altre attività. Siamo in attesa che vengano svolte regolari e trasparenti procedure di esubero per individuare questo personale, ma al momento non siamo in grado di capire chi come e quando questo avverrà. Sul territorio resta il nodo della diminuzione del personale sui distretti e l'unificazione con l'Adi (assistenza domiciliare)per la zona di Portoferraio. Aspettiamo che l’aziendale ci mostri come si intensificheranno le attività territoriali a fronte della diminuzione dei posti letto in ospedale, di fatto riducendo sensibilmente il personale operante sul territorio».

Secondo la Cisl Funzione pubblica, inoltre, il polo materno infantile «richiede un’attenzione particolare – spiega Redini – perché con il trasferimento di alcuni infermieri ad altre attività si rischia di avere di notte una ostetrica da sola in sala parto, aumentando rischi sia per le operatrici che per le partorienti. La Cisl ha già chiesto di provvedere ad individuare personale idoneo che affianchi le ostetriche in attesa del medico e dell'infermiere reperibili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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