Il Tirreno

«Niente concessione, lavoro a rischio»

di Valeria Parrini
«Niente concessione, lavoro a rischio»

La Sales scrive ai dipendenti della cava di Montorsi, cresce la preoccupazione anche tra gli operai di Botro ai Marmi

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. I sindacati la chiamano «informativa». E’ la lettera con cui la Sales ha comunicato ai lavoratori della cava di Montorsi che, in assenza del rinnovo della concessione, ci saranno ripercussioni sugli occupati.

Per oggi le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno fissato un’assemblea. Dalle 15 alle 17 nella saletta della biblioteca di Venturina.

La questione investe due società. Oltre alla Sales, la Minerali industriali, a Botro ai Marmi. In totale, secondo stime sindacali, 25 dipendenti. Tra i quali cresce la preoccupazione.

La richiesta di rinnovo quindicennale giace a Firenze. Perchè è della Regione la competenza. La commissione comunale sul paesaggio esprime solo un parere tecnico. E il sindaco tiene a ricordarlo. Non è il solo elemento. «E’ sotto gli occhi di tutti - afferma Rossana Soffritti – quanto Campiglia sia stata provata dall’attività estrattiva. Ora - dice - esigiamo attenzione per il nostro territorio». Per questo la giunta, nel novembre scorso, ha espresso un orientamento nettamente contrario alla prosecuzione delle attività man mano che vengono in scadenza le autorizzazioni. «Non so se i lavoratori coinvolti siano o meno 25. Fosse anche solo uno, ne avrei il massimo rispetto. La questione - prosegue - non sta nel numero: mettere in contrapposizione l’occupazione con il rispetto e il riequilibrio ambientale fa perdere su entrambi i fronti. Il futuro si costruisce tenendone di conto. E’ con l’innovazione che si creano posti».

Tra i lavoratori e i sindacati la preoccupazione resta. « Abbiamo chiesto che, in fase di decisione, al fattore occupazionale sia dato il rilievo che merita», commenta Giorgia Simonetti (Cgil). Contemporaneamente alla Regione è stato sollecitato il riconoscimento di distretto minerario per quello che resta il secondo polo estrattivo dopo Carrara. «Lo abbiamo fatto a prescindere dagli esiti dell’iter in corso. Sarebbe fondamentale per convogliare risorse finalizzate alla creazione di lavoro. Ad esempio con la nascita di un Centro studi. In questo momento, però, - chiude la sindacalista - la nostra preoccupazione è tutta concentrata sul futuro di questi lavoratori e delle loro famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web