Sicurezza
Maya, entro un mese la decisione finale da parte dell’Ordine
Il cane morì dopo un clamoroso errore in sala operatoria Il veterinario autore dell’intervento rischia pesanti sanzioni
PIOMBINO. E’ ancora in corso l’indagine sulla morte di Maya, la cagnetta meticcia morta dopo un intervento chirurgico e una serie di vicissitudini che hanno comportato inizialmente l’intervento dei carabinieri e poi quello dei dell’Ordine dei medici veterinari.
Il dottor Marco Melosi, presidente dell’Ordine di Livorno, spiega che sul caso «sono stati sentiti il medico, i testimoni e i proprietari del cane. L’inchiesta ha i suoi tempi, ma ho fiducia che si possa concludere entro la fine del mese».
Nessuna indiscrezione da parte sua, ovviamente, sulle risultanze delle indagini in merito al comportamento del veterinario piombinese che rischia pesantissime sanzioni dal punto di vista professionale, oltre a a quelle penali legate alla denuncia nei suoi confronti presentata dai proprietari della bestiola.
Al presidente dell'Ordine, Marco Melosi, a cui aveva portato la bestiola in preda ad atroci dolori chiedendo il suo intervento, il veterinario piombinese aveva raccontato che il padrone di Maya gli aveva consegnato l’animale sperando in un intervento decisivo quanto disperato dopo averlo fatto operare per la sterilizzazione - al costo di 50 euro - da un abusivo romeno, sperando in un intervento decisivo quanto disperato.
«Tutte bugie - ha sostenuto da subito Emanuele Del Giudice, proprietario di Maya - io e mia moglie avevamo affidato il cane al veterinario piombinese, che ci ha fatto pagare 350 euro per l'intervento, come attesta la fattura che ci ha rilasciato».
Il racconto del veterinario al suo collega presidente dell’Ordine aveva scatenato in città la caccia al romeno abusivo. Una storia che di fatto era stata smontata dalle prime indagini dei carabinieri, che avevano verificato come non esistesse nemmeno il numero civico del laboratorio dove il fantomatico romeno avrebbe esercitato abusivamente la professione.
In realtà dunque a sapere cosa era successo a Maya non poteva essere che il veterinario a cui l’animale era stato affidato: la bestiola era stata sottoposta un intervento di sterilizzazione, un’operazione considerata di routine per un professionista. In realtà, dall’autopsia a cui era stata sottoposto dopo la morte avvenuta fra dolori atroci, è risultato che alla cagnetta erano stati recisi i vasi sanguigni e l’intestino, mal ricucito e andato in necrosi.
Un errore incredibile quanto inspiegabile anche per il dottor Melosi, che aveva effettuato l’autopsia su Maya per capire cosa potesse aver ucciso quel cane portatogli in fin di vita dal suo collega.
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