Il Tirreno

«Nessuna via di scampo per chi inquina il mare»

di Luca Centini
«Nessuna via di scampo per chi inquina il mare»

Proseguono nelle acque dell’Enfola i test tecnologici dello staff Argomarine Un sistema evoluto per rilevare sversamenti e accessi illegali nelle aree protette

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PORTOFERRAIO. Trenta persone al lavoro per tastare con mano la salute del mare elbano. Studiosi, ricercatori, uomini del Nurc e della Capitaneria di Porto hanno trasformato per alcuni giorni la sede del Parco dell’Arcipelago all’Enfola in un luogo all’avanguardia dal punto di vista tecnologico.

Proseguono infatti i lavori del team “Argomarine”, coordinato da Michele Cocco. Un progetto ambientale che, servendosi delle competenze e delle tecnologie avanzate messe a disposizione dalle università e dal Nurc, sta sviluppando un sistema di controllo avanzato per vigilare sui fattori di inquinamento per lo sversamento - accidentale e non – di petrolio delle imbarcazioni in transito e, tema quanto mai all’avanguardia nell’Arcipelago Toscano, per l’accesso non autorizzato dei natanti nelle aree marine protette.

Ieri mattina la squadra impegnata sull’isola ha simulato un caso di sversamento nello specchio acqueo davanti all’Enfola ed ha raccolto i dati sulle condizioni del mare che saranno elaborati in questi giorni. «L’idea è realizzare un sistema flessibile e a costi tutto sommato ridotti – ha spiegato Michele Cocco – che dia la possibilità agli utilizzatori finali di sorvegliare adeguatamente il proprio mare».

Argomarine non fa che incrociare tecnologie all’avanguardia (telecamere satellitari, boe “intelligenti” e nasi elettronici, una sorta di siluri dotati di sensori in grado di captare e trasmettere i dati sulle condizioni delle acque, con il software Mis che ha il compito di elaborare in tempi rapidissimi le informazioni raccolte. L’idea è dotare gli utilizzatori finali, le capitaneria di porto, piuttosto che gli enti locali, di un sistema in grado di sorvegliare il mare e, nel caso di infrazioni, di dare risposte tempestive. Ed è proprio per questo motivo che l’Enfola, ieri, mostrava un volto insolito, con dei piccoli siluri adagiati sul terreno, un container del Nurc a ridosso della spiaggia e le motovedette della capitaneria di porto che transitavano a pochi metri dalla costa per testare la strumentazione di Argomarine.

«Ad ottobre torneremo all’Elba per effettuare l’ultimo test – spiega Cocco – anche oggi stiamo prelevando una quantità importante di dati. Come sta il nostro mare? I dati statistici di cui disponiamo, raccolti dal ’99 al 2004 e dal 2004 ad oggi evidenziano, per fortuna, una riduzione di fenomeni di sversamento nel nostro mare. Segno che i controlli sono più stringenti, gli accordi trasfrontalieri producono effetti positivi e, soprattutto, la cultura dell’ambiente si sta facendo strada. Ma il problema rimane e dobbiamo restare vigili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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