Il Tirreno

L’Asl blocca le analisi per i tumori

di Anna Cecchini
L’Asl blocca le analisi per i tumori

I medici si accorgono che un reagente è scarsamente affidabile, esami da ripetere su circa 400 prelievi in tutta la provincia

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LIVORNO. Un lotto di reagenti per i test tumorali che dà risultati scarsamente attendibili, l’Asl che se ne accorge e, dopo aver segnalato alla multinazionale produttrice il malfunzionamento del prodotto, blocca tutte le analisi di laboratorio in questo settore. E decide di sospendere l’attività di analisi ed effettuare una ricognizione esatta, e una eventuale verifica, di circa 400 prelievi, ossia quelli effettuati negli ultimi giorni in tutta la provincia per una determinata branca di patologie tumorali (pancreas e intestino).

È una vicenda che denota efficienza e organizzazione quella che è andata in scena negli ultimi giorni all’interno del laboratorio di analisi dell’azienda sanitaria livornese, ma che certo sta generando allarmi e proteste da parte di molti malati in tutte le zone della provincia e segnalato in particolare da alcuni pazienti di Piombino, come raccontato ieri dal Tirreno.

Tutto comincia una decina di giorni fa, quando i tecnici del laboratorio di Livorno, nell’effettuare alcune analisi, si accorgono che uno dei reagenti utilizzati dà risultati anomali, che non corrispondono a quelli forniti dagli altri test. La colpa, come fanno sapere dall’Asl 6, è di un lotto del Ca 19.9 da considerarsi scarsamente affidabile. Detto in poche parole: uno dei marcatori tumorali (antigeni che vengono ricercati nei prelievi venosi per evidenziare inizio o metastasi di patologie neoplastiche) non funzionava bene. E quindi poteva aver dato risultati “sballati” nell’analisi dei prelievi dei giorni precedenti.

Gli esami nell’occhio del ciclone sono quelli relativi al marker C 19.9, che all’Asl 6 viene fornito da una nota multinazionale farmaceutica e serve per individuare tumori al pancreas e all’intestino. Non appena i tecnici del laboratorio livornese, dove vengono analizzati i prelievi per marker tumorali provenienti da tutta la provincia, si accorgono del problema, l’azienda decide di interrompere temporaneamente il servizio. «Immediatamente (circa una settimana fa) – fanno sapere dall’Asl 6 – abbiamo deciso di sospendere i prelievi per questo ambito in tutte le zone». L’Asl contatta prontamente la ditta fornitrice del lotto di marker scarsamente affidabile per segnalare l’anomalia. «Grazie alla nostra tempestiva segnalazione – raccontano dall’Asl 6 – l’utilizzo di questo lotto di materiale è stato bloccato in tutto il mondo, permettendo di evitare disagi e problemi ai pazienti».

In attesa che la ditta fornisse nuovi prodotti, l’Asl ha dovuto decidere cosa fare dei campioni di sangue già prelevati. Una parte sono stati inviati alla medicina nucleare di Pisa per essere analizzati e altri sono stati congelati, così da trattarli nel laboratorio di Livorno una volta arrivato il nuovo marker. Che è già arrivato. Tanto che il laboratorio cittadino ha già fatto ripartire l’attività di analisi per i marcatori tumorali interessati.

Centinaia le provette coinvolte in questa vicenda. È sempre l’Asl a spiegare che sono circa 40 i prelievi effettuati ogni giorno in tutta la provincia per rilevare il marker C 19.9, legato appunto a neoplasie a pancreas e intestino. Considerando che il problema si è manifestato una decina di giorni fa, i campioni di sangue coinvolti potrebbero essere circa 400. Proprio per capire con chiarezza il quantitativo di campioni coinvolti l’Asl ha avviato una ricognizione dei prelievi fatti negli ultimi dieci giorni, «per rivedere tutti i risultati ed eventualmente segnalare la necessità di ripetere l’esame al medico che lo ha prescritto». Anche se l’Asl rassicura quei pazienti che si fossero sottoposti al prelievo negli ultimi giorni, spiegando che il marcatore scarsamente affidabile non ha creato comunque problemi gravi. «L’esame fatto con il marcatore di quel lotto - chiudono all’Asl - può aver dato falsi positivi, ossia può aver fatto ipotizzare che un paziente sano avesse un tumore, ma non il contrario, vale a dire i falsi negativi, che sono più gravi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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