Sicurezza
Crisi e maltempo, balneari preoccupati bloccano i prezzi
Apertura di stagione anticipata ma con scarsi risultati A San Vincenzo l’erosione complica la situazione
PIOMBINO. Prezzi pressoché invariati, uno sguardo al cielo e un’occhiata alla crisi. Questo il quadro alla vigilia dell’apertura della stagione turistica negli stabilimenti della Val di Cornia. Stagione, a dire il vero, già cominciata in diverse strutture, soprattutto sulla Costa est, dove non si è aspettato il canonico primo giugno per aprire ombrellone e sdraio.
Scelta che purtroppo non è stata ripagata. Tra la preoccupazione economica nazionale e le pessime condizioni meteo delle ultime settimane la cassa dei balneari piange.
«A maggio avrò fatto sì e no un centinaio di euro di incasso – spiega Fabrizio Lotti, presidente consorzio balneare Costa est e proprietario della Capannina a Perelli – Nella difficoltà che stiamo vivendo direi che il meteo è un elemento fondamentale. Non ha fatto un sabato o una domenica per bene, ci rendiamo conto?».
Se il brutto tempo è senza dubbio una delle cause maggiori nelle poche visite agli stabilimenti balneari, da non trascurare è pure la crisi generale del Paese. «Al di là delle condizioni meteorologiche il problema è che non c’è nemmeno la voglia di staccare – afferma Fausto Roventini, titolare del Bagno Mediterraneo di San Vincenzo – Manca l’energia, l’entusiasmo della gente, che si unisce al difficile momento che noi balneari stiamo passando per l’incertezza del futuro delle concessioni. Una questione che a livello nazionale non si ha la volontà di risolvere, mentre dall’amministrazione comunale abbiamo sempre la massima collaborazione».
Vedono nero per ora i bagni della Val di Cornia, come conferma Davide Montagnani, proprietario del Bagno Florida (San Vincenzo): «Se fino a poco tempo fa arrivavano 10 mail, ora rispondiamo a una richiesta alla settimana. Già non si ingrana con la crisi, poi ci si mette il tempo; se a giugno continua così siamo rovinati».
Prezzi. Ecco allora la decisione di lasciare sostanzialmente invariate le tariffe o aumenti medi nell’ordine di un euro al giorno. Nella tabella a fianco le cifre dei singoli bagni, da verificare direttamente con le strutture che offrono proposte differenziate, sia in base al periodo che alla posizione dell’attrezzatura sulla spiaggia. Stagione quindi che si divide in bassa e in alta, o ulteriormente scomposta in mesi, secondo un trend che vede accanto allo stagionale (in calo), la possibilità di pacchetti mensili. Costi diversi anche in base alla disposizione sull’arenile, con la cifra più alta a partire dalla prima fila di fronte al mare. Altro elemento da considerare lo scarto economico feriali e festivi. In ogni caso, al di là dei prezzi per la medesima attrezzatura, ci sono tutta una serie di variabili: dallo spazio ai servizi offerti. In tal senso molti stabilimenti, soprattutto di San Vincenzo (ma non mancano i casi della Costa est) includono nel prezzo giochi e intrattenimenti (uso canoa o pedalò, partita di beach volley in mare o tappeto elastico, ecc.).
Erosione. Proprio a San Vincenzo preoccupa lo stato del litorale, mangiato dalle mareggiate di Pasqua, con la riduzione media della spiaggia del 60%. Balneari e Comune si sono incontrati nei giorni scorsi. «Come sempre l’amministrazione si è dimostrata disponibile per risolvere il problema – spiega Ranieri Antonini, presidente stabilimenti di San Vincenzo e proprietario della Barcaccina – Purtroppo ora come ora è difficilmente rimediabile. Avevamo pensato di portare la sabbia di mare sulla spiaggia, ma tra analisi e lavoro andremmo troppo in là. Stiamo perciò pensando ad alternative sulla lunghezza anziché sulla profondità». Se verso nord il mare ha restituito un po’ di costa (10-20 metri), a sud il problema resta e forte, tanto che alcuni bagni si vedono costretti a posizionare una sola fila di ombrelloni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google