Lutto
Porti, cambia il progetto di San Giovanni
Un punto di ormeggio leggero per le norme regionali stringenti sul rischio idraulico. Marson: «Il Comune ha lavorato bene»
PORTOFERRAIO. Solo un punto d’ormeggio di facile rimozione a San Giovanni, Porto Cantieri sarà invece il cuore produttivo del settore della nautica. Il piano del porto elaborato dal Comune di Portoferraio ha superato, pur con alcune modifiche, la fase del confronto con la Regione e muove i suoi passi verso l’approvazione definitiva che, secondo quanto auspicato dal sindaco Roberto Peria, potrebbe arrivare già in estate.
«Dopo un complesso lavoro abbiamo chiuso questioni tecniche fondamentali, questo piano rappresenta una svolta – spiega il sindaco – non solo si insedierà un sistema qualificato della nautica, rilanciando sviluppo e occupazione, ma avremo anche davanti a noi una grande opportunità di recuperare una delle aree più degradate del contesto urbano, quella che va dalla ex centrale Enel fino alle Antiche Saline. Ma andiamo ai dettagli.
La legge regionale dello scorso dicembre in materia di aree a rischio idraulico ha influito sul lungo iter del piano del porto, basato principalmente sui due cardini del Porto cantieri e dell’approdo turistico di San Giovanni. In particolare le norme regionali più stringenti sulle trasformazioni nelle aree a rischio idraulico, unite agli esiti del Vas (Valutazione ambientale strategica), hanno spinto l’amministrazione alla ridefinizione delle idee di sviluppo originarie su San Giovanni. «Procederemo con un intervento molto leggero – fa sapere il sindaco Roberto Peria – in particolare ci si sta orientando su un punto di ormeggio con il limite del numero di imbarcazioni previsto nell’accordo di pianificazione (300-350 posti barca), in grado di soddisfare le richieste dei residenti, ma senza realizzazioni di strutture impattanti per il territorio». In sostanza tutte le nuove strutture sarebbero costruite con elementi di facile rimozione, con il progetto che, anziché comprendere nuovi volumi, punterebbe sul la riqualificazione dell’esistente. A terra si prevede la realizzazione di un parco pubblico attrezzato sul lungomare, caratterizzato da prati alberati, piste ciclabili, percorsi pedonali e parcheggi. Saranno mantenute le grandi oasi a mare previste in connessione del Parco delle Terme e delle Grotte. «Con queste scelte – dice il sindaco – puntiamo ad una nautica sostenibile e di qualità, in un modo innovativo, incentrato sul riuso, il restauro dell’esistente, il recupero delle acque reflue e lo sviluppo delle rinnovabili. A metà giugno è previsto l’ultimo confronto tra le strutture tecniche del Comune e della Regione. Se vi sarà piena condivisione si potrà procedere con l’approvazione del piano».
Resta da capire se le modifiche dell’approdo di San Giovanni serviranno per eliminare i dubbi, espressi a più riprese da Esaom, di una conflittualità tra il Porto Cantieri e l’approdo turistico. «Porto Cantieri sarà il cuore produttivo, strutturato intorno alle attività artigianali ed industriali – dice il sindaco – il bacino di alaggio diventerà un’invariante strutturale e le realizzazione del porto turistico cantieri sarà subordinata alla presentazione di un progetto di sviluppo industriale, produttivo e infrastrutturale. Inoltre si prevede il restauro del polo Palazzo Coppedè-Cromofilm e la creazione di un parcheggio multipiano nell’area del Residence, con annessi servizi portuali».
Insomma, il piano sembra aver superato l’esame della Regione che, per voce dell’assessore all’urbanistica Anna Marson, si dice «felice della scelta da parte del Comune di una portualità leggera. Apprezzo il lavoro concreto del sindaco per garantire un buon livello di sostenibilità di tutte le operazioni».
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