Sicurezza
Disagi per i ritardi nei test tumorali
I pazienti costretti ad aspettare una decina di giorni prima di ricevere i risultati dei marcatori intestinali
PIOMBINO. Da una dozzina di giorni le risposte dei test tumorali arrivano in netto ritardo. I cittadini che a Piombino si sottopongono all’esame del sangue per individuare eventuali patologie oncologiche, sono costretti a fare viaggi a vuoto a Villamarina per avere i risultati.
In particolare il ritardo riguarda i test con marker di riferimento Ca19.9, quello utilizzato per l’individuazione del tumore all’intestino.
I disagi principali si registrano in questo ambito. E non sono disagi da poco. Perchè è facile prevedere l’ansia che ciascuno di noi proverebbe nell’attesa del referto in arrivo da Livorno.
La situazione ha iniziato ad aggravarsi dal 14 maggio scorso. Ed è da allora che, ben lontano quanto individiabile, è apparso il passato. Il passato dei laboratori di Villamarina in piena funzione, con risposte consegnate al massimo il giorno dopo. O, se necessario, entro due ore dal prelievo.
Quello che si riesce a percepire da ambienti del capoluogo, dice che i laboratori livornesi non sono nelle condizioni di trattare questi campioni perchè mancherebbe un reagente, prodotto da una nota multinazionale, arrivato a destinazione in condizioni non congrue. Il problema sarebbe in via di risoluzione ma nel frattempo stanno andando a Pisa tutte le provette destinate ad analisi per individuare eventuali tumori intestinali.
Tra gli addetti ai lavori c’è anche chi dubita che di un problema tutto sommato banale, di mancanza di materie prime, possa trattarsi.
Resta il fatto che da Villamarina per Livorno quotidianamente partono all’incirca quaranta provette utili alla diagnosi di tumori. Circa la metà, riguardano l’intestino. Il problema, cioè, che sta scontando i più forti ritardi. Ritardi anche sui test della tiroide.
Markers tumorali a parte non sono state considerate sufficientemente tranquillizzanti le parole pronunciate dalla direzione aziendale dopo le segnalazioni circostanziate fatte dalla Cisl.
Quella «fantariorganizzazione» giornalisticamente nota come tour delle provette, continua a non convincere nè dal punto di vista di risparmio delle risorse, nè di qualità del risultato in termini di tempi e di sicurezza.
Un passaggio,quest’ultimo, su cui il sindaco, appena due giorni fa, ha detto un paio di parole chiare: «Se gli indirizzi generali sono quelli della centralizzazione dei laboratori, possiamo incidere poco. Sulla qualità e la sicurezza, però, nessuna retrocessione. Altrimenti dovremmo rimetterci le mani».
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