Il dolore
Porto, sub alla ricerca di bombe
Sondaggio necessario prima del dragaggio davanti alle nuove banchine
PIOMBINO. Per i prossimi 50 giorni, i fondali del porto saranno scandagliati dagli operatori subacquei della ditta Miar Sub di Fiumicino per cercare residuati bellici ed ordigni esplosivi. Parte così la fase di ricognizione della zona a mare che sarà interessata dallo sviluppo di due banchine, i cui lavori sono stati affidati dall’Autorità portuale alle ditte Sales e Cmc per circa 22milioni di euro.
Le navi che dovranno accostarsi a queste banchine prima di arrivare a destinazione dovranno ricevere la necessaria autorizzazione da parte dell’Ufficio circondariale marittimo, che seguirà tutte le operazioni di bonifica in collaborazione con i Piloti del porto. Il Circomare nell’ordinanza ha precisato quali sono le precauzioni che le navi in transito nel porto dovranno rispettare. In ogni caso non ci sarà nessuna interruzione delle attività, dal momento che il porto serve sia alle attività industriali che commerciali. La scelta del periodo di bonifica dei fondali è strategica: non intacca il grande flusso di vacanzieri che caratterizza i mesi di luglio ed agosto.
Se il meteo non farà troppi capricci, per l’estate questa fase degli interventi di ricognizione potrà considerarsi conclusa. La realizzazione di due nuove banchine portuali è strategica per lo sviluppo del porto: potranno arrivare navi più grandi delle attuali ed i fondali scenderanno a meno tredici metri. I due nuovi accosti, che avranno una lunghezza di 500 metri, saranno realizzati uno a nord della darsena piccola, l’altro a sud della darsena grande, nei pressi dell’area carbonili.
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