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BOLLETTE IN RITARDO

Enel: «Colpa delle Poste»

PIOMBINO. Dopo la polemica sollevata da alcuni cittadini che si sono visti recapitare fatture dell’Enel già scadute, Poste Italiane si era giustificata scaricando la responsabilità dei ritardi sull’az...

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PIOMBINO. Dopo la polemica sollevata da alcuni cittadini che si sono visti recapitare fatture dell’Enel già scadute, Poste Italiane si era giustificata scaricando la responsabilità dei ritardi sull’azienda energetica.

Ma l’Enel non ci sta: «Dalle verifiche effettuate – specificano dall’ufficio stampa – emerge che nella zona di Piombino, sono stati rispettati, dalla data di emissione, i tempi previsti per la stampa, l’imbustamento e la consegna all’operatore postale, che mediamente vanno dai due ai tre giorni».

Inoltre l’Enel spiega che «l’operatore postale, per tutte le buste da recapitare in posta massiva, ha obiettivi di consegna fissati dal ministero dello Sviluppo economico che prevedono il recapito in tre giorni per il 94% della corrispondenza e in cinque giorni per il 98%». Ne consegue che, riferendosi anche ai tempi massimi, dal momento dell’emissione alla consegna nella cassetta delle lettere trascorrono al massimo 8 giorni. «Quindi – prosegue l’ufficio stampa dell’Enel – il periodo che intercorre fra la data di emissione e la data di scadenza, variabile fra i 15 e i 17 giorni, è ampiamente sufficiente per consentire la consegna nei tempi delle fatture ai nostri clienti».

Riguardo agli interessi di mora l’Enel ribadisce gli obblighi di legge, ma annuncia la propria disponibilità «a fornire ulteriori chiarimenti sui disguidi dell’ultimo periodo con i consulenti del punto Enel di Piombino, che verificheranno anche l’eventuale presenza delle condizioni per concedere rateizzazioni o sospensive dei pagamenti».

Sul caso interviene anche Silvia Velo, parlamentare Pd, che giudica «inaccettabile pagare la mora a causa di un disservizio delle Poste. Per non parlare, poi, del valzer dei continui disservizi che si presentano ripetutamente, oggetto di numerose interrogazioni parlamentari e che io stessa ho denunciato all’amministratore delegato di Poste spa nel corso dell’audizione in commissione della settimana scorsa».

«Quanto emerso dalla denuncia sulla stampa - conclude la vicepresidente della commissione trasporti, poste e telecomunicazioni alla Camera – rafforza ancor più le perplessità avanzate dal Pd in sede parlamentare circa la proposta di Poste spa di riorganizzazione del servizio di smistamento postale che vedrebbe il passaggio della gestione della posta massiva da Pisa a Firenze. Ci auguriamo che non solo Poste dia risposte positive in termini di qualità dei servizi, ma anche in termini di risarcimento danni ai cittadini penalizzati». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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