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comitati IN ASSEMBLEA

«Ecco le nostre proposte a tutela dell’ospedale»

«Ecco le nostre proposte a tutela dell’ospedale»

PORTOFERRAIO. Proposte concrete per la riorganizzazione dell’ospedale di Portoferraio. I comitati riuniti a difesa della sanità proveranno a metterle in campo a partire da oggi, alle 17 nella sala...

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PORTOFERRAIO. Proposte concrete per la riorganizzazione dell’ospedale di Portoferraio. I comitati riuniti a difesa della sanità proveranno a metterle in campo a partire da oggi, alle 17 nella sala della Provincia, in un’assemblea aperta al pubblico. L’incontro arriva in una fase quanto meno delicata per la sanità elbana, ancora in attesa della nomina ufficiale del nuovo responsabile di zona, dopo che il mandato di Scelza è giunto a scadenza il 30 aprile scorso.

«Non abbiamo avuto alcuna notizia sulle attività della Asl e della Conferenza dei sindaci, sebbene molti contenuti sono stati proposti in quelle sedi dai comitati con atteggiamento propositivo oltreché critico – spiegano dai comitati – così come non si ha nessun segnale ufficiale sulla nomina del nuovo direttore di zona e non si hanno notizie sulla nomina dell’eventuale nuovo responsabile dell'ospedale. Questo ci fa pensare ad ennesime scelte di parte e non condivise. Al tempo stesso non si hanno riscontri ufficiali sul presunto collaudo della piattaforma per gli elicotteri sopra l’ospedale, non è chiaro il livello di smantellamento dei reparti e dello stato delle apparecchiature. In sostanza non viene prodotta alcuna informazione certa che possa mettere a tacere dubbi e incertezze sullo stato complessivo della nostra sanità».

Dopo un periodo di calma i comitati, quindi, chiedono a gran voce risposte sulla sanità. «Il sindaco Peria, l’unico primo cittadino che ad aver disertato il sit-in nel suo comune, aveva dichiarato che i comitati non hanno efficacia perché forti solo della protesta. In realtà, nonostante le giuste critiche sulla inefficacia di una Conferenza dei sindaci, della quale lui stesso è stato presidente, le proposte dei comitati ci sono sempre state, prima tra tutte quella di riavviare un percorso di unità e condivisione. Una cosa si può dire: rifiutare la loro preziosa collaborazione sarebbe chiudere le porte alla democrazia e al buon senso».

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