Attenzione
Un test gratuito per l’epatite B
Importante, semplice e per di più gratuito, il test del sangue per la diagnosi d’epatite virale B sarà prenotabile ed eseguibile in quindici province italiane ( per la Toscana, Pisa e Firenze) fino...
Importante, semplice e per di più gratuito, il test del sangue per la diagnosi d’epatite virale B sarà prenotabile ed eseguibile in quindici province italiane ( per la Toscana, Pisa e Firenze) fino al 15 giugno.
Si potrà chiamare il numero verde 800 027 325 o visitare il sito www.epatiteB2012.it, in grado d’indicare il laboratorio più vicino a voi. Il test è importante – hanno spiegato nell’incontro stampa svoltosi a Roma le quattro società scientifiche promotrici dell’ iniziativa Aisf,Sige, Simit, Simg, con il supporto di FederAnisap e British Myers Squibb – perché ci sono oltre ventimila persone in Toscana che non sanno d’ essere sieropositive e dunque capaci d’infettare il partner(rapporti sessuali) od altri individui con oggetti infetti. È inoltre semplice in quanto richiede solo un prelievo di sangue, a digiuno oppure a stomaco pieno.
Il virus è 100 volte più contagioso di quello dell’Aids, perché rimane attivo fuori dall’organismo fino a 7 giorni dopo. Il contagio avviene soprattutto per rapporti sessuali non protetti, scambio di siringhe o aghi contaminati, spazzolini da denti oppure rasoi condivisi e con l’utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi.
La vaccinazione, la presenza di terapia efficaci che inibiscono la replicazione del virus, il miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie, sono fattori che hanno determinato in Italia un abbassamento drastico della prevalenza dell’infezione. Sono protetti dalla profilassi obbligatoria nel nostro paese, i giovani nati dal 1979 in poi. Il problema informativo riguarda quindi le età precedenti ed i residenti in Italia provenienti da Paesi dove la vaccinazione non viene eseguita su vasta scala. La campagna, infatti, sarà condotta in sei lingue (oltre l’italiano, anche l’inglese, il rumeno, l’albanese, l’ucraino ed il polacco.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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