Sicurezza
Imu, appello ai Comuni per ridurre l’aliquota
La Confesercenti teme contraccolpi negativi sull’intero comparto commerciale Bargellini: «Incrementare i costi per i fondi che sono vuoti per il caro affitti»
PORTOFERRAIO. Poco meno di un mese e arriverà da pagare la prima rata dell’Imu l’imposta unica municipalizzata ed è allarme per privati ma anche per i commercianti. Ad intervenire per chiedere ai comuni di prendere provvedimenti per non penalizzare la categoria è la Confesercenti. E lo fa senza mezze misure mettendo di fronte le difficoltà che incontreranno le attività. «L’Imu sulle attività commerciali così come si profila – affermano da Confesercenti dell’Elba - è inaccettabile e i comuni devono avere il coraggio di fare una scelta anticiclica, penalizzando i fondi commerciali sfitti, anziché soffocare centinaia di imprese che rischiano di non passare l’estate».
La protesta unanime arriva dai presidenti delle Confesercenti di area e Mauro Quercioli presidente dell’associazione per l’Elba conferma che l’imposta comunale che sta per arrivare non fa altro che concorrere ad innalzare la pressione fiscale, già oggi attestata su livelli record.
Una presa di posizione condivisa dalla categoria e che fa riferimento anche a decisioni che altre amministrazioni comunali del territorio livornese stanno adottando in questi giorni, in merito al coefficiente da applicare sulla prima casa e sugli altri immobili inclusi quelli strumentali all’esercizio di attività economiche. «Purtroppo - secondo Quercioli – pare che al scelta delle amministrazioni sia stata quella di non applicare sui fondi commerciali l’aliquota minima e, in questo stato di cose, questo provvedimento ci fa temere per la sopravvivenza di tante piccole imprese del nostro territorio piegate dal peso delle imposte ma anche da eventi negativi contingenti come, la crisi che sta attanagliando il paese o l’alluvione del novembre scorso». Sullo stesso piano il presidente di Confesercenti di Portoferraio, Marcello Bargellini che rincara la dose. «Evidentemente – aggiunge Bargellini – sta passando una concezione per la quale, se un piccolo imprenditore è riuscito ad acquistare il fondo in cui esercita, magari dopo anni di risparmi, diventa assimilabile a chi possiede lingotti d’oro».
Mentre secondo Confesercenti la realtà è ben altra, lontana da questo quadro.
E le imprese stanno facendo fatica a tirare avanti. «E’ indispensabile – continua Bargellini – che le istituzioni competenti ne prendano atto. Semmai ritengo che vada incrementata solo l’aliquota da applicare sui fondi commerciali manifestamente sfitti, quelli in cui i proprietari insistono nel mantenere la richiesta di affitto si valori che ormai sono fuori mercato».»
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