Il Tirreno

il caso di Procchio

«No al cemento dopo l’ecomostro»

Legambiente interviene sullo slittamento della demolizione

2 MINUTI DI LETTURA





PROCCHIO. «Nessun risarcimento a chi ha creato l’ecomostro». La posizione è espressa da Legambiente Arcipelago toscano, dopo l’annuncio del sindaco di Marciana Anna Bulgaresi relativo allo slittamento della demolizione a fine settembre.

«Legambiente aveva accolto con favore la decisione, dopo l’alluvione dello scorso novembre, di fare finalmente piazza pulita di quello scempio urbanistico e ambientale – spiegano dall’associazione ambientalista – ma Regione e Comune hanno probabilmente ceduto alle pressioni di chi non vedeva di buon occhio l’avvio dei demolizione all’inizio di una stagione estiva che si annuncia difficile, e se questo appare comprensibile, anche se non condivisibile, non sarebbero invece tollerabili compensazioni verso i costruttori pistoiesi, coinvolti nello scandalo edilizio di Elbopoli, che a Procchio hanno commesso un accertato abuso edilizio che riguarda una parte dell’ecomostro e che hanno iniziato a costruire i loro mini appartamenti subito dopo l’altro alluvione del 2002, che mandò l’intera area sott’acqua, ignorando il chiaro rischio idrogeologico in una zona attraversata da diversi fossi».

I timori di Legambiente sono legati alla possibilità, che resta tutt’ora nelle mani dell’impresa privata, di tornare a costruire nella frazione di Marciana. «L’ecomostro va abbattuto completamente, nessuna compensazione può avvenire nella stessa area dell’ecomostro o nelle sue vicinanze. E se compensazione ci dovrà essere deve tener conto del danno inferto da questa scellerata speculazione al territorio di Procchio, alla sua immagine ed alla sua sicurezza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web