Il Tirreno

«Mi pento, ma non mi togliete il calcio»

di Luca Centini
«Mi pento, ma non mi togliete il calcio»

Il giudice sportivo ha squalificato a vita Marco Cavaliere dopo l’aggressione all’arbitro della scorsa domenica a Venturina

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PORTOFERRAIO. «Ho sbagliato e me ne pento, ma togliermi per sempre il calcio è troppo». Poche parole, affidate al padre Sergio, poi la chiusura in un nuovo silenzio pieno di amarezza per la sentenza del giudice sportivo che - come era nell’aria - è stata esemplare. Marco Cavaliere, centravanti dell’Audace Portoferraio non scenderà più in campo con la maglia biancorossa. La Federcalcio toscana ha inflitto al 21enne di Portoferraio una squalifica per cinque anni (il massimo previsto dal regolamento), unita però alla preclusione definitiva alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. Un modo diverso per dire radiazione. La decisione del giudice sportivo è arrivata dopo che, domenica scorsa, il giocatore elbano è stato espulso per doppia ammonizione ed ha reagito colpendo con un pugno al volto l’arbitro piombinese di 19 anni Angelo Mehmetaj.

«Espulso per doppia ammonizione, alla notifica colpiva con due pugni il direttore di gara – si legge nel comunicato ufficiale della Federcalcio toscana – che veniva raggiunto alla bocca provocandogli una ferita al labbro e ad un occhio. Non domo aggrediva nuovamente l’arbitro, nel frattempo caduto a terra, con calci alla schiena e schiaffi al volto. A causa delle gravi conseguenze fisiche riportate nell’aggressione, l’arbitro era costretto a sospendere definitivamente l’incontro».

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