Il Tirreno

«Non applicheremo la tassa di sbarco»

di Luca Centini
«Non applicheremo la tassa di sbarco»

Il Comune di Capoliveri rinuncia all’imposta per il 2012. Tra i sindaci manca l’accordo sulla ripartizione del gettito

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PORTOFERRAIO. Dall’isola della tassa di sbarco ad isola “tax free”. Il passo è più breve di quanto ci si potesse aspettare. Eppure ieri, proprio mentre Ancim (associazione nazionale Comuni Isole minori) incontrava il governo per approvare il regolamento applicativo per la tassa di sbarco, il Comune di Capoliveri decideva di rinunciare all’imposta territoriale per il 2012 invitando gli altri comuni dell’isola a seguire la stessa strada. È bastato questo per fermare la corsa contro il tempo sulla spinta di Ancim che, dopo l’approvazione del regolamento, avrebbe portato i Comuni dell’isola a deliberare l’introduzione della tassa e, quindi, a stringere l’accordo con le compagnie di navigazione che avrebbero svolto il compito di esattori.

Niente di fatto, invece. E il Comune di Capoliveri non è l’unico a ritenere giusto posticipare l’introduzione dell’imposta. Non ci sono i tempi tecnici e, soprattutto, gli otto comuni elbani non hanno ancora in mano l’intesa su come ripartire il gettito ottenuto con il pagamento della tassa sui turisti.

Lo strappo di Capoliveri. «Niente tassa di soggiorno e oggi niente tassa di sbarco che potrebbe essere un’alternativa più sostenibile», ha detto senza giri di parole il sindaco Ruggero Barbetti che ha reso nota la rinuncia, deliberata ieri dalla giunta, all’applicazione dell’imposta per la stagione balneare 2012. «In questa difficile congiuntura economica la nostra amministrazione non intende mettere alcun tipo di balzello che possa colpire il mercato turistico di Capoliveri. Auspichiamo che anche gli altri comuni dell’Elba facciano propria questa scelta». Una presa di posizione, quella di Capoliveri, che trova d’accordo anche le amministrazioni di Portoferraio e di Rio nell’Elba. E, dal momento che l’intesa tra gli otto comuni elbani è necessaria per poter applicare la tassa, è chiaro che lo stop rimanda tutto alla prossima stagione. Anche per chi, al contrario, avrebbe preferito poter contare fin da subito sull’imposta. Tra questi c’è il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei. «Prendiamo atto delle scelte degli altri, ma mi piacerebbe sapere come faremo a far fronte ai problemi di bilancio, dal momento che lo Stato ci ha azzerato i trasferimenti. Il regolamento c’è, non vedo perché non si debba applicare l’imposta. E comunque valuteremo se applicarla almeno per il nostro specchio acqueo, per le imbarcazioni in arrivo sul porto turistico».

Fascino in caduta. Eppure la tassa di sbarco aveva acceso nei giorni scorsi un entusiasmo più o meno uniforme tra i primi cittadini elbani, che avevano dato il via libera ad Ancim. Ma l’impressione è che, una volta approfonditi i problemi, in primis quello della ripartizione delle risorse, il fascino della tassa sai andato un po’ perso. E adesso sarà quindi necessario valutare con calma i singoli aspetti che potrebbero mettere in dubbio anche un’applicazione futura. «Ci sono dei nodi ancora da sciogliere – ha commentato Giovanni Fratini, assessore al bilancio del Comune di Rio nell’Elba – in particolare non c’è piena condivisione sui criteri di ripartizione del gettito».

Stessa idea del sindaco di Portoferraio, Roberto Peria. «Il regolamento Ancim non dà il giusto riconoscimento del ruolo che svolge Portoferraio, che regge da sola il 90% del traffico di turisti in arrivo sull’Elba – dice – ci aspettavamo un trattamento diverso. Non abbiamo deliberato la tassa di sbarco e non lo faremo neanche il prossimo anno se non si cambieranno i parametri di ripartizione del gettito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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