Il Tirreno

Lucchini, il sindaco scrive a Passera

Lucchini, il sindaco scrive a Passera

«Situazione preoccupante, necessario accelerare la nomina di un nuovo Ceo con competenze siderurgiche»

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PIOMBINO. Altoforno fermo da ieri mattina per mancanza di materie prime, difficoltà nella gestione quotidiana dello stabilimento ripetutamente denunciate dai sindacati. Il tutto in una situazione delicatissima, con possibili acquirenti alle porte.

Il sindaco Gianni Anselmi stavolta ha deciso di scrivere direttamente al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, esprimendo nero su bianco tutte le sue forti preoccupazioni e quelle della città sulla situazione produttiva e gestionale della Lucchini.

«Tali preoccupazioni – scrive il sindaco al ministro – derivano dai segnali diffusi e ricorrenti di una gestione che appare oggi non adeguata alla complessità di uno stabilimento a ciclo integrale, quale quello piombinese, con particolare riferimento alle frequenti “fermate” dell’altoforno, che, anche per la sua “anzianità di servizio”, rischia di subire, in assenza di investimenti, danni irreversibili e condizionanti il futuro dell’intero complesso industriale».

«Per queste ragioni – prosegue Anselmi – auspichiamo un autorevole intervento del suo dicastero presso l’attuale compagine proprietaria del gruppo Lucchini affinché nei tempi più stretti possibili si possa addivenire alla individuazione di un nuovo consiglio di amministrazione caratterizzato, in particolare nella figura del Chief executive officer, da profili di forte competenza industriale nel settore siderurgico, in modo che nelle more di un auspicabile subentro nella titolarità del gruppo di nuovi players industriali solidi e provvisti di un progetto produttivo socialmente e istituzionalmente condiviso, si possano affrontare con competenza e professionalità adeguate, i problemi produttivi, ambientali e di sicurezza dei lavoratori nel breve periodo».

«Tutto ciò al fine di assicurare una prospettiva possibile al secondo polo siderurgico nazionale nella tutela dell’occupazione e dell’ambiente – spiega il sindaco – sicuri di interpretare con questo l’interesse generale di un Paese a forte vocazione industriale come il nostro».

Già il coordinatori delle Rsu Lucchini avevano reagito durane all’annuncio dell’ennesima fermata dell’altoforno, un impianto vecchio, che tutti sanno che deve essere rifatto entro il 2014 per assicurare la continuità del ciclo integrale. Ciononostante - come non hanno mai mancato di far rilevare i sindacati - nell’ultimo anno è stato sottoposto a continue fermate, talvolta giustificate con la necessità di ridurre il diametro delle tubiere per abbassare la produzione, spesso - come è accaduto il 1° maggio - per rimediare all’usura del rivestimento interno e salvaguardare così l’impianto dalla ben più grave eventualità di un danneggiamento della corazza. A questo si aggiungono le continue difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime. Navi già noleggiate e fermate nel porto di partenza per mancanza di liquidità finanziaria. Giustificazioni ufficiali che talvolta non riescono a convincere, come quella del maltempo che alla vigilia del 1° non consentì l’attracco di una nave o come quella di questi giorni sulla difficoltà incontrate durante il carico di pellets in Brasile.

Fuori dell’ufficialità istituzionale, Anselmi rincara anche la dose: «Non è possibile pensare di mandare avanti uno stabilimento di queste dimensioni come se fosse un forno a microonde ed essere condizionati dal maltempo, soprattutto nel quadro di una situazione già delicata e preoccupante».(g.p.)

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