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Nuovo stop all’altoforno, Lucchini senza minerale
Duro attacco dei sindacati, preoccupati dei continui choc termici degli impianti: «Basta con questa incertezza»
PIOMBINO. L’altoforno Lucchini si è fermato di nuovo per mancanza di minerale. Le colate, interrotte questa notte alle 4, riprenderanno dopo una pausa di 32 ore, durante le quali saranno effettuati lavori di manutenzione. In particolare saranno sostituite le piastre, piuttosto usurate , alla bocca dell’altoforno. Un nuovo blocco che ha provocato una dura reazione del sindacato, preoccupato per i continui choc termici a cui viene sottoposto l’impianto insieme ai forni di riscaldo dei treni di laminazione. L’azienda, durante un incontro avuto con i coordinatori delle Rsu, ha sostenuto che la situazione è dovuta ai ritardi che si sono registrati in Brasile nel caricamento di pellets su una nave. A quanto pare il minerale potrà arrivare a Piombino soltanto il 26 maggio. Per tamponare la situazione, sarebbe in arrivo da Trieste un’altra nave da 8mila tonnellate. Nel frattempo però è stato deciso di fermare completamente l’altoforno, anziché rallentarne soltanto la marcia come era stato comunicato nei giorni scorsi ai sindacati. I coordinatori della Rsu Mirko Lami (Fiom), Sergio Cardellini (Fim) e Lorenzo Fusco (Uilm) pongono però l’accento sulle difficoltà legate alla gestione quotidiana della fabbrica. «Dobbiamo tener conto dello stato dell’altoforno, che deve essere trattato con i guanti bianchi, come è stato fatto in occasione delle fermata del 1° maggio. Invece la programmazione della fabbrica viene cambiata ogni giorno, a discapito degli impianti che subiscono choc termici e dei lavoratori, che si trovano a cambiamenti dei tempi di lavoro e di vita in continuazione».
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