Sicurezza
La guerra continua, altro sentiero chiuso
Un cancello blocca il passaggio dello stradello dalla Guardiola a Procchio. Legambiente: «Ora serve un piano»
PORTOFERRAIO. Ci risiamo. Altro sentiero, alttro cancello chiuso, ormai una guerra un po’ in tutto il territorio elbano. Si moltiplicano infatti le segnalazioni che denunciano la chiusura di percorsi storici, che, magari poco frequentati nel tempo sono stati interdetti all’uso pubblico da interessi privati di proprietari di ville e strutture.
È di poco meno di un mese fa la vicenda del sentiero dei rosmarini che da Campo conduce alla spiaggia di Fonza, dove gli escursionisti sono stati ripetutamente minacciati dai proprietari che avevano delimitato il percorsi con reti e cartelli. È stato solo l’inizio di una serie di denunce, chiusure e delimitazioni di zone pubbliche. Emblematica in questo quadro è la situazione di Punta Penisola, in territorio portoferraiese, chiusa da un cancello e interessata da lavori di ripulitura e potatura oltre che da sospette irregolarità edilizie che, dopo i controlli del Parco nazionale e del Corpo Forestale hanno avuto come conseguenza alcune notizie di reato. In particolare alcuni interventi sono risultati difformi dalle autorizzazioni ricevute dal Parco, nel 2011.
Oltre alla ripulitura e al taglio di piante che sono andati ben oltre il limite dei metri autorizzati, pare infatti che siano stati riscontrati anche restauri e ricostruzioni di ruderi che non sono mai stati oggetto di richiesta di autorizzazione. Uno è stato parzialmente ricostruito con l’elevazione dei muri perimetrali ed un secondo è stato addirittura dotato di copertura. Tutte situazioni, dunque, che hanno avuto come conseguenza gli avvisi di reato.
Pochi giorni dopo i problemi si sono verificati anche per il sentiero di Monte Orello e - notizia dell’ultima ora - anche di quello numero 45, che dalla Guardiola, a Procchio, lungo la costa, permette di arrivare fino alle due spiagge del Porticciolo e della Lamaia e da qui fino alla Biodola per terminare alla Villa Napoleonica di San Martino, ricongiungendosi con la Grande Traversata Elbana. «Si tratta – spiegano da Legambiente Arcipelago Toscano – della privatizzazione di di tutto il promontorio della Guardiola, compresi i bunker militari. Un nuovo potente e prepotente impedisce l’accesso da Procchio ad una costa compresa nel Parco nazionale, provocando un grave danno anche turistico ed economico per l’area di Campo all’Aia e per tutto Procchio».
Ma non sono solo i sentieri a finire nell’occhio del ciclone, in questi giorni. È di alcuni giorni fa la polemica legata a una staccionata spuntata dalla spiaggia di Lacona fino ai piedi delle dune. Un altro piccolo recinto privato, che rischia di limitare la fruizione di beni di interesse pubblico che, secondo gli ambientalisti.
«I vigili dei comuni interessati e il cta del Corpo forestale devono verificare le possibili violazioni – chiedono quindi dal Cigno verde – e i comuni dell’Elba devono assolutamente riconoscere, con appositi atti, i sentieri campionati quali tracciati unici ed insostituibili».
Legambiente e Biowatching Arcipelago Toscano non hanno intenzione, infatti, di permettere che episodi come quello della Guardiola, finiscano nel dimenticatoio, per questo chiedono al nuovo presidente del Parco e al futuro direttivo di approvare un piano della sentieristica e dei tracciati di pubblica utilità.
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