Il Tirreno

Mare pulito, disco verde dall’Arpat

di Luigi Cignoni
Mare pulito, disco verde dall’Arpat

De Ferrari (Albergatori): «Sono dati che confortano e che indicano finalmente una controtendenza»

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PORTOFERRAIO. Eccellente. Il mare che lambisce le coste della maggiore isola della Toscana è davvero in uno stato eccezionale di grazia. Lo dice l’Arpat, l’agenzia regionale che ha il compito di monitorare la salute del mare toscano. E nel sito internet pubblica la mappatura delle principali spiagge isolane dove è stata effettuata l’ultima campionature. Non c’è che dire, un bellissimo biglietto da visita in procinto della prossima stagione che certo (crisi economica permettendo) non si presenta sotto i migliori auspici. «Ne avevamo davvero bisogno – dichiara Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione degli albergatori elbani – Noi venivamo da i periodo abbastanza compromesso con un calo di prenotazioni quantificato attorno al 15 per cento, in seguito all’affondamento della Concordia nelle acque del Giglio e il conseguente rischio d’inquinamento marino, se i serbatoi non avessero resistito alla pressione; senza poi dimenticare la tristissima storia dei bidoni caduti in mare al largo della Gorgona. C’era un clima di eco-terrorismo diffuso che di certo non ha fatto bene all’economia dell’Elba e delle altre isola dell’arcipelago. Adesso bisogna con forza ribadire l’ottimo stato in cui versano le acque dell’Elba che di sicuro sono le migliori dell’intero bacino del Mediterraneo». Di certo dati che confortano e che soprattutto dicono che è stato intrapreso un percorso di contro tendenza. «Noi – continua ancora il presidente degli albergatori dell’Elba – avevamo la certezza che il mare dell’Isola godesse buona salute; ma avevamo bisogno che anche i mass media nazionali diffondessero e propagassero una simile notizia, dopo il quotidiano bombardamento dei fusti caduti in mare e del disastro rappresentato dalla Concordia. Siamo alle porte della prossima stagione che ha avuto non pochi eventi premonitori felici (mi riferisco all’alluvione di Campo), è opportuno che rinserriamo le file e cominciamo a guardare in positivo il futuro, partendo dai dati oggettivi che l’Arpat ha pubblicato». Non c’è spiaggia dell’Elba, sia sulla costa sud e nord; sia sul versante orientale e occidentale che non abbia rivelati dati “eccellenti”. Una bellissima iniezione di fiducia che non può che far del bene alla principale fonte di reddito dell’Elba. Frutto della politica che si sono dati i comuni, nel prevedere degli impianti di depurazione delle acque in tutti i centri abitati. Ma non basta. «Il problema a questo punto – dice Lucio Di Biase, vicepresidente degli albergatori elbani e vicepresidente della Federalberghi della Toscana – sta nel fare un passo successivo in avanti. Occorre salvaguardare un bene. E farlo durare nel tempo. Come, per esempio? La balneazione non va di pari passo al diportismo. In agosto stazionano nel golfo di Campo un centinaio di barche la maggior parte delle quali sfornite di depuratore. Occorre prendere provvedimenti e dotare il porto di strutture idonee, come addetti all’ancoraggio. Inoltre Cavoli e Fetovaia dovrebbero essere trasformate in riserve marine a disposizione di coloro che amano il mondo sommerso. Bisogna elaborare norme condivise per fare dello stato di salute del mare un’eccellenza in tutti i sensi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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